Charlotte Wyatt: il parere del centro Linacre” “

“Perché è stata presa la decisione di sospendere le cure per Charlotte Wyatt? Se la decisione è dovuta alla volontà di porre termine a una vita alla quale, sbagliando, non si dà nessun valore, allora essa corrisponde a una eutanasia per omissione. Ciascuna vita ha valore e nessuna vita dovrebbe venire deliberatamente terminata perché senza valore”. È quanto ha dichiarato al Sir Helen Watt, direttrice del Centro cattolico Linacre per l’etica medica, sul caso di Charlotte Wyatt, la neonata che verrà lasciata morire tra le braccia dei suoi genitori dopo che un giudice dell’Alta Corte ha stabilito che sottoporla ad ulteriore cure mediche corrisponderebbe ad accanimento terapeutico. “I medici – aggiunge Watt – potrebbero non avere alcuna intenzione di accelerare la morte, benché possano prevedere che omettere la cura avrà questo effetto. Potrebbero voler fermare il trattamento semplicemente perché non porterà al paziente un beneficio sufficiente da giustificarne le controindicazioni”. Infatti, spiega Watt, “le controindicazioni, che una cura comporta, comprendono il dolore o lo sconforto provocati nel paziente e anche l’uso di risorse mediche alle quali altri pazienti avrebbero un diritto maggiore. I pazienti si trovano ad affrontare sempre più spesso la doppia minaccia dell’omicidio deliberato e dell’abbandono ingiustificato. Tuttavia per evitare che i pazienti si vedano la cura sospesa per ragioni sbagliate è importante non dare l’impressione che siamo a favore dell’accanimento terapeutico”.