Si è aperto domenica 3 ottobre con una solenne liturgia presieduta a Mosca dal Patriarca Alessio II il Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa russa che si concluderà venerdì 8 ottobre. Aprendo i lavori, il Patriarca ha parlato anche dei rapporti con la Chiesa cattolica di Roma, delineando ombre e luci. Tra i “fatti positivi”, Alessio ha citato la restituzione dell’icona della Madonna di Kazan e la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto che ha appunto il compito di affrontare e risolvere le questioni che dividono le due Chiese. “Speriamo ha detto il Patriarca che gli episodi di proselitismo documentati in diverse regioni inducano i responsabili del Vaticano ad adottare misure reali per rimuovere le preoccupazioni dei nostri credenti”. Preoccupazioni, ha aggiunto Alessio II, caratterizzate dalla “tensione provocata da una serie di atti non amichevoli da parte del Vaticano”, come la creazione di quattro diocesi cattoliche in Russia e Kazakhstan e di due cattedre episcopali in “regioni tradizionalmente ortodosse” in Ucraina. Il Patriarca ha riconosciuto che “dentro la Chiesa cattolica ci sono persone disposte al dialogo costruttivo”, allo scopo di “migliorare i rapporti” con la Chiesa russo-ortodossa “non a parole ma con i fatti”. Intervenendo in Assemblea, anche il metropolita Kirill capo del dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato ha parlato di miglioramenti nei rapporti con Roma. “Si può ammettere ha detto che qualcosa ha cominciato a muoversi per agire sulle situazioni concrete”. Kirill ha fatto riferimento alle due riunioni del gruppo di lavoro misto creato dopo la prima visita quest’anno a Mosca del card. Walter Kasper.