In occasione della consegna del Premio cattolico dei media, avvenuta il 4 ottobre ad Amburgo con la premiazione di Ariel Hauptmeier per la categoria Print (carta stampata) e dell’autrice Tina Soliman e del cameraman Torsten Lapp per la categoria Elettronica, il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha fatto riferimento ai compiti degli operatori nel settore dell’informazione. Il cardinale ha ribadito come i giornalisti debbano “mantenere l’indipendenza”, “prendersi la responsabilità delle proprie azioni” e “riferire anche sulle ‘persone in seconda fila’”. Ha altresì indicato tra i criteri di assegnazione del premio “l’orientamento ai valori cristiani”, “la promozione della comprensione per le persone e i rapporti sociali”, nonché il rafforzamento “del senso di responsabilità umanitario e sociale” e il contributo alla “convivenza di differenti società, religioni, culture ed individui”. “I media sono il barometro dello stato culturale del Paese”, ha affermato durante la cerimonia di premiazione, in quanto non solo riferiscono sugli avvenimenti, ma “determinano anche il forum comune della comprensione sul mondo e sono parte integrante dello sviluppo dell’identità culturale”. Pertanto, secondo il cardinale, il profilo di responsabilità etica a carico dei media è “elevato”. Lehmann ha altresì espresso il desiderio di “maggior completezza e in certi casi, maggior lentezza” nelle informazioni, poiché, ha aggiunto, “noi spettatori abbiamo bisogno di maggiori spiegazioni, di introduzioni, per comprendere i rapporti complessi dei molteplici processi in campo politico, economico e sociale nel nostro Paese e all’estero”.