“Mentre, da un lato, dobbiamo evitare l’errore di ritenere che nessuna colpa possa essere imputata a delinquenti socialmente e culturalmente deprivati, dobbiamo, dall’altro, riconoscere la ‘vulnerabilità’ di molte persone nella nostra società. La misericordia è uno degli attributi di Dio. Deve essere anche una caratteristica di chi amministra la giustizia”. L’esortazione è stata rivolta nei giorni scorsi dall’arcivescovo di Glasgow, mons. Mario Conti, agli avvocati e ai giudici scozzesi convenuti nella cattedrale di St. Mary (Edinburgo) per l’annuale “Red mass” (Messa rossa) dedicata ai professionisti della giustizia. “Nel corso del mio ministero di arcivescovo di Glasgow ha proseguito – mi sono reso conto della morsa soffocante esercitata dai comportamenti antisociali in molte comunità della mia stessa arcidiocesi” dove numerosi fedeli “non partecipano alle funzioni negli orali serali per il timore di lasciare la sicurezza delle proprie case quando è buio”. Di qui la necessità dell’impegno di tutti per “contribuire alla costruzione di una società meno violenta, più giusta e umana”; un ambito nel quale è determinante il ruolo di “chi interpreta e applica la legge, prerequisito per la creazione e il mantenimento della convivenza civile”.