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Più vicini al centro” “” “

Il ruolo del Comitato delle Regioni nel rapporto cittadini-istituzioni” “” “

La coesione economica e sociale, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, lo sviluppo delle reti transeuropee, la politica dell’occupazione e la formazione professionale, la salvaguardia dell’ambiente… Non c’è campo d’azione dell’Unione europea che non veda la partnership del Comitato delle Regioni, organo consultivo istituito dieci anni fa su indicazione del Trattato di Maastricht. Dopo l’allargamento verso Est e il Mediterraneo, il ruolo delle comunità e delle Istituzioni locali sta lentamente ma progressivamente crescendo a livello comunitario: l’Open days svoltosi dal 27 al 30 settembre a Bruxelles, come rifrisce l’inviato Sir, GIANNI BORSA , è servito a chiarire questo aspetto della “grande macchina” dell’Unione. UN TRAIT D’UNION FRA L’UNIONE E I CITTADINI. “La politica di coesione è al centro della vita dell’Unione allargata a 25 Stati. Il Comitato delle Regioni (CdR) opera a stretto contatto con la Commissione e l’Europarlamento per far sentire la voce delle realtà locali dentro questa Europa”, spiega il tedesco Peter Straub, presidente del Parlamento regionale del Land Baden-Wurttemberg, alla guida del CdR dal febbraio 2004. Assieme al commissario alle politiche regionali, il francese Jacques Barrot, ha promosso l’ Open days che ha portato nella sede di rue Belliard numerosi politici e studiosi, ma anche scolaresche e semplici visitatori, che si sono confrontati sul futuro delle azioni di politica regionale, sui fondi strutturali, sulle modalità per avvicinare i “poteri periferici” dei Paesi membri al “cuore” dell’Unione. Straub ha le idee chiare in proposito e fin dalla sua elezione ha sostenuto che “più l’Europa cresce, più l’Unione ha bisogno dell’appoggio degli enti locali e regionali, che rappresentano il trait d’union con i cittadini. Solo così essi si potranno riconoscere nel progetto europeo”. BILANCIO DI 336 MILIARDI PER FAR CRESCERE LE REGIONI. Nei numerosi seminari e momenti di dibattito svoltisi a Bruxelles sono stati affrontati i principali nodi del rapporto tra realtà locali e istituzioni comunitarie, regolato dai principi di sussidiarietà e di prossimità. Al centro delle discussioni anche i finanziamenti Ue per la politica di coesione nell’ambito delle prospettive finanziarie 2007/2013, che dovrebbero ammontare a 336 miliardi di euro, da destinare per il 78% alla convergenza (azioni per appianare le differenze di sviluppo tra le diverse aree Ue), il 18% alla competitività e all’impiego, il 4% alla cooperazione territoriale. Durante l’ Open days 60 Regioni rappresentate nel CdR (fra cui i lander austriaci e quelli tedeschi, le Regioni francesi, greche e svedesi, il Governo metropolitano di Londra, i Comuni italiani e lussemburghesi, le Contee irlandesi, i Distretti portoghesi, l’Assemblea nazionale del Galles, il Governo scozzese, le Comunità autonome spagnole) hanno consegnato il proprio “biglietto da visita” ai cittadini, facendo emergere le politiche di sviluppo, le opportunità turistiche, i “gemellaggi” avviati con altre aree o città dell’Unione. Sono state quindi rese note le imminenti iniziative del CdR: il seminario “Regioni competitive” previsto dal 13 al 15 ottobre nella cittadina finlandese di Rovaniemi, il “Vertice delle città” del 18 e 19 ottobre a Noordwijk, nei Paesi Bassi, nonché la 57ª sessione plenaria del Comitato in calendario il 17 e 18 novembre nella capitale belga, che costituirà il culmine delle celebrazioni per i 10 anni del CdR, con una seduta dedicata ai giovani e una in cui prenderanno la parola l’ex presidente della Commissione, Jacques Delors e il presidente dell’Esecutivo José Manuel Durao Barroso, che sarà in carica dal 1° novembre. DIECI ANNI AL SERVIZIO DEGLI ENTI LOCALI E DELL’UE. La decisione di istituire il CdR risale al vertice di Maastricht del 1991, poi definita nel Trattato dell’anno seguente. Duplice lo scopo di questo organismo consultivo: esprimere pareri su ogni progetto legislativo che abbia attinenza con le realtà locali e il territorio; svolgere un ruolo di “mediatore” tra i cittadini e le istituzioni comunitarie. La seduta inaugurale del CdR risale al 1994. Dagli allora 222 membri si è passati, con i successivi allargamenti, agli attuali 344, titolari di un mandato politico o amministrativo locale (sindaci, presidenti di Provincia o Regione, presidenti di Assemblee direttamente elette dai cittadini). Concretamente il CdR è chiamato a esprimere pareri su ogni intervento dell’Ue che riguardi gli enti regionali e locali. Di propria iniziativa può anche agire mediante risoluzioni, relazioni, studi su temi specifici come l’istruzione, gli affari sociali oppure i trasporti o l’occupazione. Riguardo le prospettive che si aprono per il CdR, il presidente Straub afferma: “Il Comitato assegna grande rilevanza al futuro delle politiche di coesione, dal momento che essa è l’elemento chiave per promuovere l’armonia e avvicinamento tra le diverse Regioni dell’Unione”.