Romania: restrizioni alla libertà religiosa” “

Il Rapporto per l’anno 2004 riguardo alla libertà religiosa internazionale, realizzato dall’Ufficio per la democrazia, diritti umani e lavoro degli Stati Uniti mostra che in Romania, mentre il governo rispetta in genere il diritto alla libertà religiosa garantito dalla Costituzione, esistono alcune restrizioni a tale libertà. La notizia è pubblicata sul sito ufficiale della Conferenza episcopale rumena, www.catholica.ro. Nel rapporto si mostra che le relazioni tra diversi gruppi religiosi sono generalmente pacifiche; però, la Chiesa ortodossa rumena è in un certo senso ostile verso le religioni non-ortodosse, che accusa di “proselitismo aggressivo”. La Chiesa ortodossa “continua ad opporsi alla restituzione delle chiese ai greco-cattolici, chiese che ha ricevuto dallo Stato dopo l’abolizione da parte dei comunisti della Chiesa greco-cattolica nel 1948”. Gli sforzi in vista della redazione di una nuova legge riguardo ai culti religiosi sono bloccati dalle tensioni tra ortodossi e greco-cattolici e dalla pressione fatta dalla Chiesa ortodossa per essere dichiarata Chiesa nazionale. Il rapporto ricorda inoltre la Commissione mista di dialogo tra la Chiesa ortodossa rumena e la Chiesa greco-cattolica. “Dalla lista di 2.600 chiese confiscate, la Chiesa greco-cattolica ha ridotto le richieste a meno di 300. Solo 15 chiese sono state restituite in seguito agli incontri della Commissione. Il rapporto mostra infine che, nel 2004, 17 decisioni definitive del tribunale di restituzione in favore dei greco-cattolici non sono state applicate per non cooperazione da parte delle autorità.