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La tragica situazione dell’Iraq, con l’orrore per lo “stillicidio” delle esecuzioni degli ostaggi e l’apprensione per la sorte di chi (come le due volontarie italiane il 7 settembre) è ancora nelle mani delle organizzazioni terroristiche, continua a monopolizzare l’attenzione della stampa europea. “Un altro giro di inganno in Iraq”, titola ad esempio l’ Herald Tribune (22/9) un articolo di Paul Krugman, che si sofferma sulle parole di elogio tributate dal presidente americano Bush al presidente iracheno Allawi, definito “leader di una nazione sovrana sulla strada della democrazia”, ma contemporaneamente riflette sulla mancanza di “alternative” in un Paese in cui “qualunque leader strettamente associato all’America diventa inviso agli occhi dell’opinione pubblica irachena“. “Di fronte al caos iracheno, Kerry si allarma per una ‘guerra senza fine'”, è il titolo di apertura di Le Monde (22/9), in cui si fa notare come dopo la decapitazione di Eugene Jack Armstrong (avvenuta il 20 settembre) lo sfidante alla Casa Bianca abbia accusato il presidente Bush di “colpe colossali” sull’Iraq, la più grave delle quali consiste nell’aver reso più concreto lo scenario di una “guerra senza fine”. Sulla situazione di “paura diffusa” che caratterizza l’attuale scenario internazionale si sofferma, invece, Bruno Frappat, che firma l’editoriale di La Croix del 22/9. “Con la diffusione su Internet della decapitazione dell’ostaggio americano – annota l’autore dell’articolo – la spettacolarizzazione del terrore ha raggiunto il culmine della sua efficacia. Anche se le immagini di questo supplizio filmato non sono state ritrasmesse dai canali televisivi, è sufficiente sapere che esistono (…). L’immagine diffusa e il suo contrario (l’immagine nascosta) hanno acquisito alla fine la stessa forza brutale”. Di qui il dilemma che appare “alla coscienza di chi diffonde” queste immagini : “mostrarle o no?”. “Nessuna soluzione è soddisfacente”, risponde Frappat: “Mostrare è orribile e nascondere è terribile. Guardare sporca lo sguardo. Chiudere gli occhi non impegna affatto il silenzioso lavoro della paura”. La stampa tedesca cerca i motivi della sconfitta elettorale dei maggiori partiti tedeschi – e della vittoria dei partiti di estrema destra e di estrema sinistra – alle elezioni nei Länder dell’ex Germania est Sassonia e Brandeburgo. Questa l’analisi di Ernst Cramer su Die Welt (22/9): “ Il risultato di oltre un terzo di elettori che hanno votato per i partiti opposti – a sinistra o a destra – all’attuale sistema democratico parlamentare, è ancora più terribile se si considera che in Brandeburgo e in Sassonia sono stati soprattutto i giovani a votare per i partiti antidemocratici […] Gli sconfitti… continueranno per ora a governare, con coalizioni instabili, probabilmente mutevoli. I politici delle sedi centrali dei partiti si leccano le ferite. La domanda è se saranno capaci di imparare dal disastro di domenica. Così come il mondo libero si trova di fronte ad un nuovo pericolo, il terrorismo di matrice religiosa, la democrazia partitica tedesca è minacciata ancora dai suoi nemici ideologici di destra e di sinistra“. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ( Faz – 23/9) così commenta la tranquillità ostentata dalla Spd di Schröder nonostante la sconfitta elettorale: “ Il cancelliere ha la coscienza tranquilla come il medico che si dice di aver fatto quanto è possibile (per un socialdemocratico) per salvare il paziente (la Germania). Anche Schröder sa che le riforme fin qui introdotte non bastano a far risalire la china al malato mitteleuropeo“. “Il Parlamento europeo considera il terrorismo primo problema”. È il titolo del quotidiano ABC (22/9) che riporta la proposta di Jaime Mayor Oreja, del Partito popolare, secondo il quale sarebbe interessante “creare un ufficio europeo di aiuto alle vittime del terrorismo”. Il Parlamento ha approvato una risoluzione in cui si chiede alla Commissione europea questa nuova struttura, spiega il giornalista Serbeto da Bruxelles. “Un’alleanza di civiltà”. È la proposta di José Luis Rodríguez Zapatero, premier spagnolo, alle Nazione unite nel suo primo discorso come capo dell’esecutivo. Lo riporta Marco Schwartz da New York su El Periódico (22/9): “Zapatero attacca frontalmente la politica antiterrorista di Bush e la guerra in Iraq e propone un’alleanza di civiltà per avvicinare Occidente e il mondo islamico e arabo”. Il giornalista riferisce che dopo l’intervento il presidente spagnolo ha ricevuto una lunga ovazione, la più forte sentita ieri nell’agorà delle Nazione unite. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1326 N.ro relativo : 66 Data pubblicazione : 24/09/2004