I preti di Inghilterra e Galles hanno rigettato la proposta avanzata la scorsa settimana dalla Conferenza nazionale dei preti (Ncp) a favore di un ammorbidimento delle norme che regolano il celibato dei sacerdoti. Nella mozione presentata da fr. Peter Morgan dell’arcidiocesi di Liverpool si proponeva di prendere in considerazione l’idea di ammettere al sacerdozio anche uomini sposati perché, spiegava lo stesso Morgan, “la scarsità di preti sul nostro territorio condurrà inevitabilmente all’impossibilità per molti fedeli di andare con regolarità a messa la domenica; è nostra convinzione che l’eucaristia sia più importante del fatto che un prete sia celibe”. A favore della mozione si sono pronunciati il 51% dei sacerdoti; risultato non sufficiente poiché, per essere accolta, ogni proposta deve ottenere almeno i due terzi dei consensi. Fr. James Caulfield, dell’Ordinariato militare, ha criticato la mozione osservando che “essa è una risposta semplicistica ad un problema molto più grave e complesso: la scarsa qualità dei preti attuali”. È la quarta volta, dal 1992, che la questione del celibato viene posta in discussione dalla Ncp che, peraltro, ha precisato il segretario generale fr. Kevin Pelham, “non è competente a decidere in materia, come pure non lo sarebbe la Conferenza episcopale. Un eventuale parere favorevole dovrebbe venire da Roma”.