L’impegno europeo nel Darfur” “

L’Unione europea moltiplica gli sforzi politici ed economici nel tentativo di porre fine alla crisi che da un anno e mezzo devasta la regione sudanese del Darfur e colpisce direttamente oltre due milioni di persone, pari ad un terzo della popolazione totale. 20 ulteriori milioni di Euro sono stati sbloccati di recente dalla Commissione, che si aggiungono agli 84 già stanziati dal gennaio 2004. Secondo il Commissario Nielson, “la situazione umanitaria, già estremamente preoccupante, potrebbe deteriorarsi ulteriormente se il conflitto non avrà fine e se permarranno gli ostacoli alla fornitura dell”aiuto umanitario”. Tra l’altro, l’urgenza della consegna degli aiuti è accresciuta dal fatto che – a stagione delle piogge iniziata – la maggioranza degli agricoltori non è ancora in grado di dare il via alla semina dei campi. Accanto alla mobilitazione umanitaria – che si avvale della collaborazione del Programma alimentare mondiale dell’Onu nonché del sostegno di numerose Ong operanti nel Darfur – l’Ue ha anche aumentato il proprio impegno politico per contribuire alla risoluzione del conflitto. In qualità di Presidente di turno dell’Ue, il ministro degli Esteri olandese Bernard Bot ha inviato un monito al Governo di Karthoum per il rispetto degli accordi di cessate il fuoco e di ritiro dai territori occupati così come deciso con i ribelli. Bot – che ha esortato Karthoum ha “porre fine alle pulizie etniche” – non ha esitato nel minacciare pesanti sanzioni per il Sudan nel caso le Nazioni unite e l’Organizzazione per l’Unità africana giungessero ad un “verdetto di colpevolezza” nei confronti del Governo.