Quotidiani e periodici internazionali ” “

La tragedia dell’Ossezia, con le straziati immagini dei bambini di Beslan ancora sotto gli occhi della comunità internazionale, monopolizza l’attenzione dei principali quotidiani internazionali: ne citiamo alcuni. “Dopo il dramma di Beslan, l’Europa e gli Stati Uniti si sono guardati bene dal criticare apertamente il presidente russo”, fa notare La Croix del 7/9, che nel sommario di prima pagina afferma che “la confusione che regna in Cecenia non lascia per il momento alcuno spazio ad una soluzione negoziata”. “Beslan, Cecenia, Bush, Iraq: Putin si spiega”, è il titolo di apertura di Le Monde (8/9), che si sofferma sulle “giustificazioni” usate dal presidente russo per il massacro del 3 settembre. “Affermando che ‘non c’è ‘alcun legame tra la politica russa in Cecenia e la presa degli ostaggi di Beslan’ – è l’esordio dell’editoriale del quotidiano francese – Putin indica che non è il caso per lui di modificare la sua politica: ‘Domandate agli occidentali di discutere con Bin Laden! Offrendo il suo sostegno a George Bush (…) il capo del Cremlino si mostra in confronto più critico nei riguardi di alcuni paesi occidentali che gli sembrano parlare un doppio linguaggio: ‘Perché gli emuli di Bin Laden vengono chiamati terroristi e le persone che uccidono i bambini vengono definiti ribelli’. ‘È un errore’, dice, affermando che i russi sono ‘campioni sinceri’ della cooperazione internazionale per la lotta antiterrorista”. “L’angoscia di un musulmano fedele”. Si intitola così un articolo pubblicato dall Herald Tribune (8/9), in cui Nassrine Azimi racconta la sua storia di musulmano figlio di musulmani “tolleranti” e aperti, fedeli al Corano, pronti ad “integrarsi” nella società occidentale e alla larga da ogni estremismo. “Chi sono coloro che hanno perpetrato la tragedia di Beslan in nome dell’Islam e dove sono politici e commentatori che condannino, inequivocabilmente, la loro crudeltà?”, è l’interrogativo dell’autore dell’articolo, che afferma: “I musulmani hanno già speso troppo tempo accusando gli altri per le loro sventure. Giustificate o meno, è tempo di fermarsi”: proprio in nome dei “bambini morti di Beslan e dell’intollerabile sofferenza dei loro genitori”. Sulla tragedia di Beslan sono numerosi i commenti della stampa tedesca. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung ( Faz), Thomas Schmid (5/9) scrive: “ Dai tempi di Eltsin, Mosca persegue nei confronti del vicino popolo ceceno una rude politica della violenza. Con una breve eccezione, non ha mai fatto il minimo tentativo di accattivarsi il Paese con offerte, con compromessi, con aiuti. L’altro aspetto di questa politica di pura repressione è un terrorismo che non ha niente a che fare con la lotta per la libertà e che mira intenzionalmente all’eccidio di massa”. Sulla Süddeutsche Zeitung (7/9), Frank Nienhuysen osserva: “ La ragione riesce a stento a sopportare l’incommensurabile brutalità dei terroristi. Per questo sono comprensibili i sentimenti di vendetta delle vittime e dell’intera nazione. Ma nell’onda dei sentimenti si avverte già la grande rabbia contro una politica dell’informazione contraddittoria che ricorda quasi i vecchi tempi del Soviet. Perciò è necessario ottenere rapidamente la trasparenza, altrimenti Putin rischia di farsi sfuggire le redini“. “ Ora vi sono due dominatori: Putin governa la Russia, ma Basaiev è signore della paura“, osserva lo scrittore russo Viktor Jerofejew sulla Faz (8/9). “ A Beslan è accaduto qualcosa che non il capo islamico Basaiv non era mai riuscito ad ottenere. Finalmente, il suo messaggio ha raggiunto la Russia. Per la prima volta, la Russia lo ha ascoltato […] Ora, tutti hanno compreso che questo non è la fine, ma solo l’inizio: l’inizio di una nuova guerra […] L’annientamento di bambini non è una richiesta cifrata di colloqui di pace: è la dimostrazione di un potere che non conosce il rimorso”. Nel servizio di copertina del settimanale Der Spiegel (6/9) si legge: “ Una caotica azione di liberazione ha originato l’inizio cruento di una nuova era del terrorismo internazionale: la guerra contro bambini a scuola. L’attentato più crudele dopo l’11 settembre 2001 dimostra che sono gli islamici a guidare la ribellione cecena contro Mosca“. La tragedia del Caucaso in prima pagina nei quotidiani della Spagna. “La Russia lancerà attacchi preventivi contro terroristi in qualsiasi paese” è il titolo di El Periódico (9/9) in cui Dimitri Polikarpov fa notare che “il Cremlino offre una taglia milionaria per catturare Bassaiev e Maskhadov”. “Putin lancerà attacchi preventivi contro il terrore in tutto il mondo” è invece il titolo de La Razón (9/9) che osserva come “la Russia si unisca alla lotta contro il terrorismo internazionale del presidente George W. Bush” e rivela che “la Russia è decisa a cooperare con la Nato”. Il quotidiano ABC (8/9) da spazio al desiderio spagnolo di allearsi internazionalmente contro il terrorismo: “Alleanza democratica contro il terrorismo internazionale” è la proposta del ministro degli Interni spagnolo, José Antonio Alonso per il quale “la lotta antiterrorista è la priorità assoluta in Spagna, ma serve non cedere ai ricatti dei terroristi”. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1322 N.ro relativo : 62 Data pubblicazione : 10/09/2004