“Se sopravvivo al naufragio, ti prometto di diventare pellegrino per tutto il mondo”. È la promessa di José Antonio García, sopravvissuto spagnolo ad un naufragio, alcuni anni fa, in Norvegia in cui morirono 16 marinai. García ha compiuto la promessa e ha camminato per 60.000 chilometri visitando luoghi sacri del mondo fino ad arrivare a Santiago di Compostela. “Nelle nove ore in cui sono stato da solo accanto a due dei cadaveri dei miei compagni ha ricordato il pellegrino – feci la promessa alla Madonna del Carmine, nostra patrona, di percorrere, se fossi rimasto in vita, tutti i sentieri del mondo”. Alla fine della scorsa settimana, García dopo aver percorso 60.000 chilometri a piedi è arrivato a Santiago de Compostela. Prossima tappa sarà Puerto di Santa María (Cádiz) da dove era partito e dove arriverà fra alcuni giorni. E mentre nel suo peregrinare nel mondo García incontrava il Papa e il Dalai Lama, sua figlia l’ha reso nonno. Il pellegrinaggio del ‘marinaio’ cominciò il 27 settembre 1998. In questi anni ha visitato molte città tra cui Roma, Gerusalemme e Lourdes, regioni come il Tibet e Paesi come l’Iraq. “Il momento più emozionante ha affermato – fu conoscere il Dalai Lama: “La pace che si respira lì non l’ho più ritrovata”. “Il pellegrinaggio è servito a conoscermi: se capisci te stesso, capisci il mondo intero”, una filosofia che metterà per iscritto in un libro con le sue memorie. Prima, però, si recherà al santuario di Fatima, in Portogallo, e da lì al santuario di El Rocío, in Andalucía, sua terra natale. “Non tornerò più al mare, ma continuerò a camminare”.