santiago de compostela" "
Ventimila giovani europei ” “in pellegrinaggio ” “” “
Seguendo le orme degli antichi pellegrini quasi ventimila ragazzi sono giunti a Santiago de Compostela per vivere, dal cinque all’otto agosto, le giornate finali del Pellegrinaggio europeo dei giovani, indetto in occasione dell’anno santo Compostelano. “Santiago è la casa comune dove anticipiamo questa nuova Europa, il cui primo valore è quello della vita”. Ha detto mons. Antonio Cañizares Llovera , arcivescovo di Toledo, durante la cerimonia di apertura. Spagnoli, portoghesi, italiani, francesi, tedeschi, ma anche russi ed ucraini hanno camminato per giorni, alcuni per settimane lungo i sentieri tracciati nei secoli dai pellegrini, seguendo un solo motto, quello del Pellegrinaggio, “Testimoni di Cristo per un’Europa di speranza”. Le giornate di conclusione sono state dense di appuntamenti di preghiera e di confronto sulla testimonianza cristiana all’interno dell’Europa. Molti i temi approfonditi, il ruolo dei giovani cattolici nella costruzione della casa europea, il dialogo con le altre culture e religioni, i valori su cui si poggia l’Europa, le sfide vissute dalle diverse comunità cattoliche europee. Il segreto. “Questo è il segreto: il seguire l’amore di Cristo. Il segreto che ci viene rivelato una volta di più a Santiago. Ciò che si è rivelato a voi, cari giovani, durante il Cammino, e soprattutto qui nel suo finale compostelano. Se avete visto e contemplato Gesù nel vostro cuore e nella esperienza della chiesa vissuta nel pellegrinaggio, e siete tornati a dire il sì pieno e giocoso della fede, a offrirgli l’amore del vostro cuore, a volte insicuro e debole, ma generoso nella intenzione e nel proposito… allora siete giunti alla Meta del vostro pellegrinaggio, avete ottenuto il miglior risultato che si potesse raggiungere a Santiago de Compostela: la grazia della conversione, una fede rinnovata, l’entusiasmo e l’allegria per aver scoperto l’amore di Dio che vince il peccato; la vocazione chiarita in funzione del valore supremo a cui si deve aspirare e che si deve realizzare nella peregrinazione per questo mondo, la santità. Solo coloro che si convertono all’ideale pieno della vita cristiana trovano la loro vocazione specifica nella Chiesa. Solo loro possono essere testimoni della speranza in Europa”. (card. Ruoco Varela, arcivescovo di Madrid) spazio privilegiato. “L’Europa è uno spazio privilegiato della speranza umana, un luogo di comunicazione nel quale, per la prima volta, si uniscono popoli con livelli di vita molto differenti e i Paesi privilegiati hanno il dovere di accoglierli così come di riconoscere le sue radici cristiane. L’Europa deve essere contraddistinta dalla tolleranza e dall’etica della fraternità. La globalizzazione sarà ciò che vogliamo da essa. Da un gioco selvaggio senza regole a un insieme di Paesi solidali. Il Cammino di Santiago è come un itinerario culturale europeo, è lo somma dei valori spirituali, religiosi e culturali”. (Michel Camdessus, presidente delle settimane sociali di Francia) Sulla via dell’evangelizzazione. “Noi vogliamo che i giovani si avvicinino alla fede cristiana, ma c’è oggi una forte tensione in tutta Europa che spinge i giovani e le persone in genere verso una visione materialistica del mondo. Certo è che il problema è amplificato in Russia visti i settanta anni di persecuzione subiti dalla religione cattolica. Si possono recuperare i giovani alla fede tramite il servizio delle chiese, tramite l’annuncio del Vangelo, anche con il dialogo con tutte le comunità cristiane. Per esempio in Russia la comunità cattolica è in minoranza, la più grande comunità è quella ortodossa. Lo scopo della comunità ortodossa come di quella cattolica è quello di evangelizzare, quindi noi possiamo aiutare l’evangelizzazione della Russia, collaborando anche con la chiesa ortodossa. Santiago de Compostela è un esempio. La sfida dell’evangelizzazione si vince anche dialogando con le altre comunità cristiane. Ho avuto modo di incontrare cattolici e anche ortodossi e protestanti, che pregano insieme. Questo è importante. Momenti come il pellegrinaggio europeo della gioventù sono essenziali per proseguire sulla via della evangelizzazione”. (Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Mosca) l’unica voce. “Mai avremmo pensato che potessero esistere tanti giovani che vivono la fede, con gioia ogni giorno. E mai ci saremmo aspettati una accoglienza simile, di essere trattati come dei fratelli. Come nelle Giornate mondiali della gioventù, come negli incontri giovanili promossi dalla Chiesa, negli ultimi anni sempre più frequenti, anche a Santiago la babele di voci, di lingue diverse è stata sostituita da un’unica voce, che tutti i giovani presenti potevano sentire, volevano sentire, la voce del Vangelo”. (Vera, 22 anni, studentessa moscovita).