Turchia: disastro ferroviario, il cordoglio della Chiesa” “

“Condoglianze e vicinanza alle famiglie delle 36 vittime e dei 79 feriti” del disastro ferroviario del 22 luglio sulla tratta Istanbul-Ankara sono state espresse dal vicario di Istanbul, padre Lorenzo Piretto. “Ho saputo della tragedia dai notiziari – dice al Sir – adesso aspettiamo di conoscerne le cause. Da quel che si può sapere leggendo i giornali è che il treno ad alta velocità, in funzione da Istanbul ad Ankara, utilizzava binari di vecchio tipo, probabilmente non adatti a treni veloci. Non vorrei che la Turchia corresse dietro la tecnologia e la modernizzazione delle proprie infrastrutture per accelerare l’ingresso nell’Unione europea. Credo che ci siano dei tempi da rispettare. Il prezzo da pagare sarebbe troppo alto”. “La Turchia – conclude – sta vivendo un momento particolare. La possibilità dell’ingresso in Europa sta accelerando il processo di rinnovamento politico e sociale e questo riguarda anche di rapporti con le Chiese cristiane, minoranza nel Paese. Speriamo tutti in un riconoscimento della Chiesa dopo l’incontro di giugno tra il premier Erdogan e rappresentanti del nostro episcopato”. Subito dopo il deragliamento del treno sono scoppiate le polemiche che hanno investito il Governo guidato da Erdogan che solo il 4 giugno aveva inaugurato la nuova linea. A tutt’oggi le vittime accertate sono 36 i feriti 79. Ridimensionate, dunque, le cifre della prima ora che parlavano di oltre 130 morti.