La Commissione europea ha presentato settimana scorsa il primo Piano Ue contro le inondazioni, che solo negli ultimi sei anni hanno causato 700 vittime, 500 mila sfollati e danni per 25 miliardi di euro. Due sono le considerazioni alla base della proposta. Da un lato, i cambiamenti climatici generalizzati che hanno causato anche in Europa l’aumento dei fenomeni di inondazione ed esondazione; dall’altro, Bruxelles e gli Stati membri hanno constatato la parziale inefficacia delle singole misure nazionali per arginare catastrofi che di norma non conoscono frontiere, sottolineando la necessità di “impedire che i problemi si spostino da una zona all’altra”. Il Piano punta quindi a ristabilire l’equilibrio idrogeologico passato, grazie ad interventi strutturali contro i disboscamenti e le deviazioni dei corsi d’acqua, ma altresì attraverso una nuova cartografia delle zone tradizionalmente più a rischio e lo scambio di informazioni e di know-how tra i Paesi dell’Unione. Attualmente sono solo Austria, Finlandia, Irlanda, Olanda e Spagna a disporre di una specifica legislazione in materia.