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Laici, un impegno deciso” “” “

Si sono chiusi il 7 luglio a Fatima i lavori del Forum Europeo dei laici 2004 (vedi Sir n. 51/2004). Nella sessione conclusiva è stato reso noto il nome del nuovo presidente. Si tratta di Maria Draijers , membro dell’Associazione delle organizzazioni sociali (Vkmo) in Olanda che succede allo scozzese Robert Corrins . Nel suo discorso conclusivo, Corrins ha evidenziato i compiti del Forum: “Non ci siamo radunati a Fatima per un esercizio intellettuale; siamo qui perché abbiamo accettato il compito ricevuto nel battesimo. Abbiamo delle responsabilità nei confronti della società. La sfida per il Forum è di essere a servizio dei laici in Europa facilitando il compito vitale del discernimento. Deve inoltre individuare vie più efficaci per lo scambio di esperienze e il confronto e rendersi più presente nella vita della Chiesa in Europa, attraverso un forte contatto con i fedeli nelle parrocchie e comunità locali”. Le giornate dei lavori sono state anche segnate da diverse testimonianze. Ne riportiamo tre di cristiani impegnati in politica. Scuola: Heinz Wilhelm Brockmann è membro del dipartimento di educazione e cultura nel governo della regione di Niedersachsen, Germania, che da un anno circa ha avviato una riforma globale del proprio sistema scolastico. “Come cristiano, sono convinto che in questa riforma, di fronte agli interessi concreti in campo, i ragazzi e i bambini sono i più deboli e non c’è nessun sindacato che li difende. Quando si parla di scuola e del futuro dei ragazzi, le decisioni politiche dovrebbero orientarsi secondo i loro interessi e non quelli di altri”. Per questo motivo occorre essere “capace di sopportare pressioni, resistere ai giochi politici e accettare le conseguenze”. “Il coraggio civico non è forse una virtù cristiana e non si dovrebbe esercitarla nella politica e nel governo?” Importante è inoltre “l’amore per il dettaglio: i temi politici non possono essere ridotti a questioni di principio: decisioni pertinenti devono prendere in considerazione la complessità della materia e richiedono un grande amore dei dettagli” e “conoscenza delle questioni, capacità di giudizio che crescono attraverso sforzi e impegno”. E infine “essere cristiano implica anche la capacità di riconoscere gli errori. È una cosa difficile da accettare, perché ciò viene considerato un segno di debolezza”. parità uomo-donna. “La parità uomo-donna, non è una questione di numeri e di quota, ma di democrazia” ha detto Françoise Ramond, sindaco dal 2001 di un comune nella regione di Parigi “perché le donne costituiscono la metà dell’umanità, della Chiesa, degli abitanti di un Paese”. EUROPA: Ernani RodrigUEs Lopez è stato membro della Convenzione per il futuro dell’Europa istituita dalla Dichiarazione di Laeken del dicembre 2001. Dando una valutazione dell’esperienza della convenzione come cristiano ha messo in luce i seguenti elementi del processo: “la presenza costante dell’impatto culturale del cristianesimo espressa dai valori fondamentali; l’assenza di riferimenti spirituali espliciti e di un approccio cattolico sostenibile dell’integrazione europea; un generale atteggiamento di compromessi, nel tentativo di eliminare difficoltà e temi contrastanti per assicurare l’integrazione europea”. Come cattolici in Europa, “il nostro compito è di andare oltre la prospettiva storica e cercare di discernere alcune questioni fondamentali per il futuro: la nuova evangelizzazione, l’espansione del cristianesimo al di fuori dell’Europa, i temi della giustizia e pace, delle migrazioni, l’aborto, l’eutanasia e l’eugenetica, le risposte dottrinali alle domande etiche della biotecnologia….