Un pensiero del card. Kasper” ” e le preoccupazioni” ” per una voce inascoltata ” “” “
La Chiesa del futuro non sarà una Chiesa “ripiegata in se stessa”, chiusa “in un’autodifesa apologetica o nella restaurazione di un vecchio confessionalismo ma una Chiesa radicalmente aperta agli altri”. A indicare i tratti della Chiesa del futuro è il card. Walter Kasper , presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, che recentemente è intervenuto a Roma insieme al vescovo luterano Margot Kaessmann e al segretario generale della Federazione mondiale luterana, Ishmael Noko, ad una tavola rotonda nell’ambito del IX Congresso internazionale su “Dietrich Bonhoeffer e l’umanesimo cristiano”. Nel tracciare il futuro dell’ecumenismo e della Chiesa, il card. Kasper ha ripercorso la teologia di Dietrich Bonhoeffer che soprattutto sul concetto biblico del discepolato “ha qualcosa da dire per il futuro della Chiesa sia a protestanti che ai cattolici”. Il futuro della Chiesa e dell’ecumenismo. Il futuro ha spiegato Kasper è una Chiesa che seguendo le indicazioni delle Beatitudini, “dà tutta la sua prosperità ai bisognosi, dove i pastori vivono dei doni della fede, una Chiesa che non dà regole ma aiuta e serve”. A margine del congresso, il cardinale ha spiegato meglio quali passi l’ecumenismo deve compiere per rispondere alle attese del futuro. Ha sottolineato “il pericolo di fare un ecumenismo a buon prezzo” e questo rischio ha detto chiede alle Chiese di riflettere più attentamente “sui passi del battesimo e della fede”. Il futuro ecumenico passa anche attraverso l’impegno ad “essere più internazionali. Le Chiese ha spiegato Kasper sono troppo chiuse e ripiegate in se stesse. Si osserva l’insorgere di un nuovo provincialismo, talvolta un nuovo nazionalismo”. La terza via per il futuro chiede infine ai cristiani di “guardare ai problemi del mondo, ai problemi della giustizia e della pace e di dare alla persona la sacralità della vita. Su questi temi possiamo dare insieme una testimonianza e questa prassi ecumenica può facilitare anche la risoluzione dei nodi fondamentali dottrinali”. Le Chiese e l’Iraq. “Essere segno e strumenti di pace nel mondo”. È questo il compito più importante delle Chiese oggi ma per far ascoltare la loro voce, i cristiani devono essere uniti. “L’unità dei cristiani dice Keith Clements, segretario generale della Conferenza delle chiese cristiane (Kek) – e la loro azione a favore della pace nel mondo sono le facce della stessa medaglia”. Si è parlato anche di pace, lotta al terrorismo e guerra in Iraq al congresso su “Dietrich Bonhoeffer”. Secondo il vescovo luterano Margot Kaessmann “non c’è nessuna via di pace sulla via della sicurezza”. “In nome della sicurezza ha spiegato il vescovo donna sono state uccise e torturate delle persone. Su questo il movimento ecumenico deve far sentire la sua voce”. “Dobbiamo dire con fermezza ha detto Kaessmann – che non c’è nessuna legittimazione alla tortura, a nessun costo e per nessuna ragione”. “Il movimento ecumenico ha aggiunto il vescovo – deve schierarsi a favore dei diritti umani in nome della pace. I cristiani di tutte le chiese e di tutto il mondo devono affermare che non c’è nessuna via alla pace ma che la pace è la via”. Riguardo alla guerra un Iraq, il vescovo luterano ha detto: “ciò di cui siamo disponibili a parlare è l’utilizzo di una forza di pace internazionale e con funzioni di polizia che però può essere legittimata solo dalla Nazioni Unite. Il terrorismo non può essere combattuto con la guerra ma solo attraverso l’alleanza di popoli di tutte le nazioni e di tutte le religioni impegnati per la pace. Deve cioè essere chiaro che la religione non incrementare i conflitti ma al contrario può contribuire a risolverli”. Parlare ai “sordi”. Il segretario generale delle Federazione mondiale luterana, Ishmael Noko, ha parlato invece delle difficoltà incontrate per far arrivare ai leader politici la voce delle Chiese. “Ho passato racconta ore e ore nei corridoi delle Nazioni Unite e dei governi e posso testimoniare quanto sia difficile far ascoltare in quelle sedi la voce delle Chiese”. Noko ha ricordato l’incontro dei leader delle Chiese con il segretario di Stato americano Colin Powell ma ha detto Noko è stato un incontro con “un sordo”.