Gmg, Europa, Giornata dei cattolici mitteleuropei (Mekt) e la Giornata mondiale del rifugiato sono i principali argomenti trattati dall’assemblea plenaria dei vescovi, riunitisi in sessione estiva a Mariazell tra il 13 e il 15 giugno. La conferenza episcopale austriaca ha invitato i giovani a partecipare numerosi a Colonia 2005, esprimendo soddisfazione per il fatto che oltre 3.000 iscrizioni siano finora pervenute dall’Austria agli uffici organizzativi della Gmg. “In considerazione della vicinanza linguistica e culturale del cattolicesimo austriaco e renano”, i vescovi si aspettano “che molti altri giovani austriaci decidano di andare a Colonia”, si legge nella dichiarazione finale della plenaria. La conferenza episcopale ricorda “con gratitudine” il “pellegrinaggio dei popoli” a Mariazell del 22 maggio 2004 e invita i cattolici “a dare un contributo sempre maggiore all’Europa. Il contributo cristiano è determinante affinché l’Europa divenga sempre più un luogo di pace, libertà e di rispetto della dignità umana”. E in prosecuzione del Mekt, per l’11 giugno 2006, giornata della Santissima Trinità, in ogni diocesi austriaca si svolgerà un grande pellegrinaggio delle famiglie. Analoghe iniziative sono in programma in altri Paesi partecipanti al Mekt. Tema delle manifestazioni sarà la trasmissione della fede nella famiglia. Durante la plenaria, i vescovi hanno voluto ricordare con particolare enfasi la Giornata mondiale del rifugiato, celebrata il 20 giugno, sottolineando come dal 1945 in poi l’Austria abbia accolto 2 milioni di rifugiati, di cui 700.000 hanno scelto di rimanere nel Paese. “Nel settore della politica dell’asilo, l’eredità degli ultimi 60 anni rappresenta un impegno per oggi”, scrivono i vescovi, facendo riferimento anche alla prevenzione, in armonia con il recente documento del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti: “Anche l’Austria può contribuire a che le condizioni di vita possano essere migliorate nel maggior numero possibile di Paesi, affinché sempre meno persone si vedano costrette a lasciare la propria Patria”.