Romania: tensioni per i beni ecclesiastici” “

Nonostante nel 1999 fu creata una commissione mista di dialogo, la Chiesa ortodossa continua a rifiutare di restituire ai cattolici di rito orientale i luoghi di culto confiscati dal regime comunista e di proprietà cattolica prima del 1948. A rilanciare l’annoso problema è il quotidiano cattolico francese “La Croix” che ha raccolto la testimonianza di padre Mircea Martian, curato della cattedrale greco-cattolica di Cluj e responsabile delle relazioni con i media per la diocesi. Il sacerdote ha raccontato al giornalista francese il caso di una cerimonia funebre di un fedele greco-cattolico a Salva (a 100 chilometri da Cluj) che è stata resa possibile solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine. In realtà, si legge sulla Croix, non è solo la Chiesa ortodossa ad essere chiamata in causa: spesso sono il governo o le amministrazioni comunali ad approfittare degli edifici appartenuti alla Chiesa cattolica. Il quotidiano ricorda che su 2.030 edifici di culto, la Chiesa greco-cattolica ne ha recuperati appena 176 e che nel 2004, i vescovi hanno censito 356 messe celebrate in luoghi improvvisati.