polonia" "
Congresso eucaristico, ” “beatificazioni e riconciliazione ” “con il popolo ucraino” “
“Si conclude oggi, a Varsavia, il Congresso eucaristico della Polonia. Durante la solenne concelebrazione sono stati iscritti nell’albo dei Beati tre figli di quella nobile Nazione: Ladislao Findysz, Bronislao Markiewicz e Ignazio Klopotowski. Auspico che questo significativo evento ecclesiale contribuisca a rafforzare lo spirito di riconciliazione fraterna, fondamento necessario per l’edificazione della comunione di quanti partecipano all’unica mensa di Cristo. Così il Redentore rimarrà sempre nelle nostre famiglie, come è detto nel tema del Congresso: ‘Rimani, Signore, nelle nostre famiglie'”: sono le parole con le quali, domenica 19 giugno, Benedetto XVI, dopo l’Angelus, ha ricordato il III Congresso eucaristico nazionale polacco (18-19 giugno). GRANDE PARTECIPAZIONE POPOLARE. Un congresso che ha visto la presenza di oltre 10 mila delegati in rappresentanza delle 44 diocesi polacche, mentre è sempre molto vivo il ricordo di Giovanni Paolo II incamminato sulla via della canonizzazione: sono stati questi i tratti del Congresso eucaristico nazionale polacco, celebrato nei giorni scorsi a Varsavia. Il Congresso si è aperto il 18 giugno in piazza Pilsudski, luogo emblema per Varsavia, lo stesso dove Giovanni Paolo II celebrò una storica messa in occasione della sua prima visita da pontefice nel 1979. Piazza Pilsudski aveva ospitato, due mesi fa, le “Messe di Requiem” all’indomani della morte di Giovanni Paolo II, confermando la vocazione ad essere “luogo-simbolo” dell’unità, della libertà, dell’indipendenza e della fede popolare polacca. Numerosi gruppi di sposi, presbiteri, religiosi e religiose, hanno rinnovato le promesse matrimoniali, i voti sacerdotali e religiosi a 25 anni dai rispettivi impegni sacramentali o della professione perpetua. Ogni rito è stato preceduto dalla preghiera mariana “Appello di Jasna Gora”, introdotta dal card. Stefan Wyszynski, che è stato maestro, guida e fulcro dell’unità del popolo cristiano negli anni del regime comunista. L’ATTO DI RICONCILIAZIONE. Il momento centrale del congresso è stato domenica 19 giugno, quando si è svolto l’Atto di riconciliazione tra la Chiesa di Polonia e quella di Ucraina con il quale si è ribadita la fine di un periodo di violenze e incomprensioni reciproche durante e dopo due conflitti mondiali: “Coscienti della responsabilità di costruire la comunità del Cenacolo, i vescovi hanno accolto il testo riguardante il messaggio di perdono e riconciliazione fra i fedeli delle Chiesa grecocattolica in Ucraina ed i fedeli della Chiesa romanocattolica in Polonia. Ricordando l’unità dei fedeli in Cristo richiesta dal Vangelo, i pastori della Chiesa hanno invitato ad andare al di là delle divisioni politiche e della pesante eredità del passato storico”. Oltre a un richiamo allo storico messaggio di riconciliazione e perdono reciproco, dei vescovi polacchi a quelli tedeschi, scritto 40 anni fa nei giorni conclusivi del Concilio Vaticano II, la Conferenza episcopale nel testo dell’Atto sottolinea che “in riferimento all’attuale discussione riguardante i materiali d’archivio raccolti dai servizi segreti della Repubblica popolare polacca … secondo l’insegnamento della Chiesa ogni persona ha diritto alla buona reputazione. Non è lecito né trattare la dignità dell’uomo in modo strumentale, né sottometterla ad interessi politici. La pubblicazione di documenti dei ricordati servizi non può esser fatta in un’atmosfera di intrighi e di insinuazioni, senza dare alla persona accusata la possibilità di difendersi. Innanzitutto non si può dimenticare la fondamentale responsabilità delle persone e delle istituzioni che stroncavano le coscienze umane creando un sistema di illegalità e di menzogna e che oggi non sono capaci di decidersi ad esprimere un minimo di pentimento”. I NUOVI BEATI. Nel Congresso sono stati proclamati dal card. Josef Glemp tre nuovi beati: si tratta del sacerdote Bronislao Markiewicz, che si occupò soprattutto della formazione della gioventù povera ed orfana. Fondò le Congregazioni maschile e femminile di S. Michele Arcangelo. Il secondo beato è il sacerdote polacco Ignazio Klopotowski, parroco a Varsavia, dove fondò le Suore della Beata Vergine Maria di Loreto. Il terzo è un altro sacerdote diocesano, Ladislaw Findysz morto nel 1964, il primo ufficialmente riconosciuto per aver subito il martirio durante il comunismo. Incarcerato nel 1963 a causa del suo ministero pastorale, in prigione fu sottoposto ad umiliazioni e maltrattamenti e, benché malato di tumore, gli vennero negate le cure mediche. Rimesso in libertà morì pochi mesi dopo, il 21 agosto 1964.