Una lettera indirizzata “ai fedeli e agli uomini di buona volontà” per metterli in guardia dalla diffusione delle pratiche occulte è stata diffusa nei giorni scorsi dal card. Audrys Backis, presidente della Conferenza episcopale lituana (Lbc), dal segretario generale mons. Gintaras Grusas, e da un esperto di psicologia, il frate Arunas Peskaitis. “Le pratiche occulte distruggono i valori della vita di comunità, sovvertono la fiducia nell’uomo e il buonsenso; soprattutto sono incompatibili con la fede cattolica” affermano i vescovi ricordando ai fedeli che “la pretesa di avere poteri sovrannaturali è un grave peccato”. Ai numerosi cattolici che si rivolgono ai maghi per avere “oroscopi, amuleti e sortilegi, ancorché a volte solo per scherzo”, i vescovi ricordano che si tratta di “pratiche pericolose” che “privano la persona della libertà donata da Dio di decidere e di scegliere, connessa alla responsabilità di ogni azione”. Stregoni, chiaroveggenti, sciamani (questi ultimi provenienti per lo più dalla Russia) vengono considerati da molti in grado di “fornire risposte semplici e veloci ai problemi più urgenti” osservano i presuli, denunciando che a far loro pubblicità “sono spesso personaggi in vista nella società e, naturalmente, i media: diverse riviste e almeno cinque programmi nei canali televisivi nazionali”. Per i vescovi “le norme giuridiche e i codici etici volti a difendere i cittadini lituani dall’influenza nefasta delle pratiche occulte vengono ignorati. La stessa Commissione della Radio e televisione nazionale ha emanato delle norme che regolamentano, tra l’altro, le trasmissioni legate a fenomeni esoterici o paranormali, ma – precisa la lettera – esse rimangono tuttora prive di attuazione”. I vescovi affermano la necessità “di distinguere con chiarezza le attività di medici e psicoterapeuti dalle pratiche dei maghi” ed esprimono preoccupazione per “la pretesa di diverse realtà legate all’occultismo di fregiarsi del titolo di ‘accademia’ , ‘università’ o ‘centro di studi’”. La presenza di stregoni, in qualità di esperti, nei dibattiti televisivi crea confusione e disorientamento, ammoniscono ancora i presuli che concludono la lettera denunciando i rischi della “diffusione tra i bambini di manuali e videocassette sullo spiritismo, anche in alcune realtà della pubblica istruzione”.