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La parola alla vita ” “

La Chiesa, il tempo della nascita e il tempo della morte ” “” “

La questione della tutela della vita è un tema scottante in tutta Europa, anche in Austria, in cui il 1° giugno si è celebrata la Giornata della vita. Aborto, biotecnologie, eutanasia: pratiche che minacciano l’esistenza umana nei suoi momenti più delicati – all’inizio e alla fine – contro cui si mobilita la Chiesa austriaca, in linea anche con le più recenti dichiarazioni di Papa BENEDETTO XVI in occasione del Convegno della Diocesi di Roma il 5 giugno, che ha parlato di “intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale”, sottolineando altresì come “sia contrario all’amore umano, alla vita dell’uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce”. Tra le iniziative di questi giorni, un forum organizzato a Vienna dall’associazione per la vita “Aktion Leben” a Vienna e l’iniziativa “Recht auf Leben” (“diritto alla vita”), con una manifestazione contro l’aborto, svoltasi a Linz il 4 giugno. Numerosi anche gli interventi dei prelati austriaci a sostegno della vita. MINIMIZZAZIONE DELL’ABORTO. Nella predica tenuta al Duomo di S. Stefano di Vienna il 1° giugno, il vescovo ausiliario della capitale austriaca, mons. LUDWIG SCHWARZ, ha lamentato la “minimizzazione dell’aborto”, diffusa nel Paese, contrapponendo ad essa la necessità di rispettare il diritto alla vita del nascituro. “Nessuno può arrogarsi il diritto di dare la morte ad un altro essere umano”, ha ammonito. “Si tratta”, ha aggiunto, “di un principio di etica cristiana che non può essere cambiato” e che deve essere attuato con un lavoro di persuasione “paziente e costante”. “Naturalmente bisogna riconoscere che le decisioni contro la vita possono scaturire da circostanze difficili o addirittura drammatiche”, ha puntualizzato Schwarz, sottolineando “situazioni di sofferenza e solitudine, mancanza di prospettive economiche, depressione e paura del futuro”, che possono condizionare la scelta. Tuttavia “l’aborto non può essere considerato una via di fuga dettata dalle strettoie della vita”. Mons. Schwarz si ha espresso una critica decisa contro “la tendenza ad interpretare l’uccisione della vita non nata o del morente come ‘espressione legittima’ della libertà individuale”, una concezione “che contraddice l’idea dei diritti umani e che impone il diritto del più forte contro il più debole”, relativizzando inoltre il quinto comandamento e violando “il principio della convivenza umana”. IL MIRACOLO DELLA VITA. “I bambini non sono un prodotto fabbricabile e pianificabile di una società dell’usa e getta”: lo ha ribadito con forza Gertraude STEINDL, segretaria generale di Aktion Leben, in occasione di un incontro svoltosi a Vienna il 1° giugno dal titolo “Gravidanza e nascita: natura, tecnica o tutte e due?”. “Per Aktion Leben è particolarmente importante incoraggiare uomini e donne a dire ‘sì'” alla vita “anche quando l’arrivo di un bambino non è previsto”, ha affermato Steindl. “La percezione del miracolo della vita è completamente cambiata”, constata la neonatologa Marina MARCOVICH, intervenuta come relatrice. “Lo si vede, p.es. dalla medicina riproduttiva: il commercio del desiderio di avere figli è il primo passo verso la materializzazione della vita”; “ovuli e sperma sono divenuti merce e vengono oltretutto selezionati in base a determinati criteri. L’ultimo passo è la crioconservazione degli embrioni”, ha aggiunto. La specialista si è detta “preoccupata del fatto che ormai il miracolo dell’essere umano viene considerato materia prima. La nostra società si basa sulla certezza del fatto che siamo tutti un miracolo. Quando questa consapevolezza viene a mancare, siamo ognuno in balìa dell’altro”. “ MESSAGGIO DI VITA“. “L’andamento demografico e la minaccia dell’invecchiamento eccessivo della popolazione hanno fatto scoccare ‘l’ora della verità’ per i cristiani”, che devono ora “annunciare il Vangelo come messaggio di vita”. Ad affermarlo, mons. Klaus KÜNG, vescovo di St. Pölten, incaricato della pastorale della famiglia, intervenuto ad un incontro nel quadro delle manifestazioni della Giornata per la vita. Küng ha esortato i cristiani a “mettere da parte i loro complessi d’inferiorità e a contribuire attivamente al rinnovamento della società”, soprattutto in considerazione del fatto che “in tutti i Paesi europei diventa percepibile la pressione verso l’eutanasia. Vi è il pericolo acuto che si apra la strada ad una mentalità del producibile e della selezione”, ha ammonito.