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Cosa potrebbe accadere?” “” “

Il continente europeo sta vivendo un momento cruciale della sua storia. Nello spazio di quattro giorni, due Paesi hanno appena respinto il progetto di Costituzione europea: prima la Francia, poi l’Olanda. Cosa vuol dire quel no, e cosa potrebbe succedere? Siamo onesti: quel no è innanzitutto il riflesso di una paura e di un rifiuto. Se si tratta del rifiuto della solidarietà necessaria tra gli stessi Paesi europei da una parte, e poi tra l’Europa e il resto del mondo, o se si tratta di proteggere più vigorosamente le nostre conquiste e il nostro stile di vita, allora è un rifiuto tragico e marca l’inizio della fine dell’importanza dell’Europa e, in ultima istanza, del suo benessere. Il nostro benessere, infatti, ormai non può essere costruito né essere preservato senza la costruzione e il miglioramento del benessere dell’intera umanità. Noi non saremo felici né in pace se non il giorno in cui tutta l’umanità sarà felice e in pace. In effetti, costruire la nostra felicità e la nostra sicurezza al riparo da barriere viene sempre più sentito come un’ingiustizia, se non come un insulto, dal mondo del Sud, il mondo dei poveri e degli affamati. Più giovani di noi, non avendo nulla da perdere, finiranno per sommergerci. Purtroppo i segni premonitori sono già davanti ai nostri occhi: l’immigrazione e il terrorismo. Entrambi mettono bene in evidenza che la situazione di disequilibrio del mondo non può generare pace e sicurezza e che i riflessi in termini di difesa e protezione non costituiscono una risposta adeguata a questo disequilibrio. Neanche i più alti muri ci proteggeranno mai completamente. Soltanto la condivisione dei beni della terra, una condivisione equa, potrà dar vita a una coabitazione nella sicurezza. Se però si tratta di una volontà di solidarietà ancora più grande, di un’Europa più sociale, con la vocazione di estendere ulteriormente la pace sociale a tutta la terra, allora ci attende un compito esaltante, ma allo stesso tempo costoso, nel senso che esige da ognuno di noi un cambiamento di rotta nel modo di condurre la nostra vita. Per farla semplice, dirò semplicemente questo. Non possiamo sognare di uscire dalla povertà miserabile e intollerabile in cui si trova la metà dell’umanità (meno di due euro al giorno per vivere!) mentre i più ricchi sognano di diventare ancora più ricchi! Noi vorremmo che i poveri smettessero di essere poveri senza però che noi smettiamo di essere ricchi. Questo non è possibile. La terra non ha i mezzi per offrire a tutti il nostro livello (complessivo) di vita. Dico livello complessivo perché, anche da noi, il divario tra ricchi e poveri non cessa di allargarsi. Questo livello di vita, oltretutto, è talmente alto che spreca ed esaurisce drammaticamente le risorse terrestri. Spetta a ognuno di noi tirarsi fuori dalla spirale mortifera che consiste nel dire: Tutto ciò che posso fare, lo farò, tutto ciò che voglio, lo avrò, per ritrovare insieme una dinamica di gratuità e di maggiore sobrietà di vita. Ai cristiani d’Europa spetta il compito di capire e vivere il Vangelo e il suo appello a questi nuovi stili di vita.