chiese cristiane" "

Il battesimo degli adulti” “

Incontro "ecumenico" ” “europeo su situazione ” “e prospettive del catecumenato” “

Il numero dei battesimi adulti negli ambienti cattolici ed evangelici è “in costante aumento”: è stato questo il punto di partenza della ventesima Conferenza europea sul catecumenato (Eurocat 2005), che si è svolta di recente a Vadstena, in Svezia, con una marcata “impronta ecumenica”. 60 delegati provenienti da 17 Paesi europei si sono dati appuntamento nella città di Santa Brigida, patrona d’Europa, per interrogarsi sui “segni del cammino” (questo il tema dell’incontro) e condividere le proprie esperienze in tale ambito pastorale. “Il catecumenato è uno degli strumenti più importanti per la Chiesa nel suo compito di incontrare, formare, rendere salda e comunicare la fede cristiana alla gente nell’Europa moderna”, è la consapevolezza che ha fatto da sfondo all’iniziativa, in cui ci si è interrogati sulla “pedagogia del catecumenato” e sui “vari aspetti liturgici” ad esso connessi. Al centro dei lavori, la questione di “come re-iniziare alla fede coloro che hanno ricevuto il sacramento del battesimo ma non lo hanno confermato” e “come accogliere ed iniziare quei membri della Chiesa che da adulti desiderano praticare di nuovo la propria fede”. Ecco una carrellata dello “stato di salute” del catecumenato nei diversi Paesi europei. Ungheria. Il catecumenato è iniziato ufficialmente a livello nazionale nel 1999, con l’istituzione di una Conferenza annuale per “formare” sacerdoti e catechisti a “guidare” il processo del catecumenato; l’Ufficio nazionale sta preparando un’indagine sullo “stato” di tale ambito pastorale, mentre il Rica (il “Rito di iniziazione cristiana per gli adulti”, pubblicato nel 1972, ndr.) è stato tradotto in ungherese ed è in corso di pubblicazione. Francia. Stanno per partire le celebrazioni per il 50° anniversario del catecumenato in Francia, per sondare quale è il “volto” attuale della Chiesa locale. L’esperienza dei “neofiti”, il modo in cui essi “continueranno a vivere la vita di un cristiano” e come “si integreranno nella vita della comunità” sono alcuni argomenti di discussione dell’incontro, che si svolgerà a Lourdes il prossimo luglio. “Molti di loro perdono contatto con la Chiesa”, è una delle constatazioni della Chiesa francese, che si pone anche il problema dell’età più “giusta” per ricevere il sacramento della Cresima, vista la “preoccupazione per il decremento di coloro che arrivano a ricevere questo sacramento”. Di qui la necessità, sostengono i vescovi francesi, di “riesaminare” le proposte, e di interrogarsi sulla possibilità di integrare la Cresima al processo di iniziazione cristiana, rendendolo così in qualche modo il sacramento del “re-ingresso”. Svizzera. Nell’area di lingua tedesca, si attende la creazione di una “struttura nazionale” che promuova il “coordinamento” delle esperienze di catecumenato, visto che nelle aree non francofone non c’è ancora nessuno sviluppo di quest’ultimo, accettato invece nella sezione a lingua francese, dove l’obiettivo principale è “la formazione di guide parrocchiali per il catecumenato”. Tra gli argomenti attualmente più dibattuti, l’opportunità di amministrare la Cresima insieme al Battesimo. Italia. Due gli obiettivi essenziali: il “consolidamento” e l'”apertura a nuove diocesi”, dopo la recente pubblicazione della terza Nota della Conferenza episcopale italiana sull’iniziazione cristiana e di un documento sul “primo annuncio”. Il catecumenato degli adulti, il catecumenato all’interno del cammino catechistico ed il completamento dell’iniziazione cristiana sono le tre prospettive indicate nel testo, in cui i vescovi italiani riflettono sull’iniziazione cristiana ed il suo rapporto con la vita parrocchiale. Tra i nuovi temi di riflessione, quello su “come accogliere le differenti culture che fanno il loro ingresso nella società italiana”, alla luce di un recente convegno su immigrazione e catecumenato e basandosi sull’insegnamento kerigmatico come “strumento di primaria importanza per l’annuncio della fede”. Spagna. Su 65 diocesi, attualmente 6 hanno attivato l’esperienza del catecumenato e altre tre hanno mostrato “interesse” a farlo, mentre ulteriori cinque diocesi hanno già fatto “passi concreti” in questa direzione. Nel maggio scorso, c’è stato un incontro nazionale per “condividere le esperienze e le visioni” sul catecumenato, e decidere così “come camminare insieme”. Una nuova area di studio e riflessione è il catecumenato dei ragazzi, mentre un documento sull’iniziazione cristiana dei bambini non battezzati in età pre-scolare sta per essere approvato dalla Conferenza episcopale spagnola; tra le proposte concrete, quella di abbassare l’età della Cresima da 14 a 12 anni. Austria. Su 9 diocesi, 8 hanno un responsabile per il catecumenato: solo Vienna ha un ufficio apposito, e in quella diocesi il vescovo partecipa al Rito dell’Elezione. Attualmente, sempre più turchi chiedono il battesimo: nel 2002, si sono registrati 170 battesimi (dai 14 anni in su), nel 2003 sono saliti a 230; solo l’1% di questi battezzati, tuttavia, passa attraverso l’esperienza del catecumenato. Germania. Ognuna delle 27 diocesi ha un responsabile per il catecumenato, con incontri a cadenza annuale ed un’apposita Commissione, a livello episcopale, che raccoglie Catechesi e Catecumenato. Nel prossimo autunno, i vescovi tedeschi pubblicheranno un nuovo documento sul catecumenato come “nuovo modello di catechesi”. Attualmente, in Germania ci sono 3.000 battesimi adulti, preparati però in modo diversificato: questa “varietà di modi”, per la Chiesa tedesca “pone serie questioni e sfide”. Tra le proposte: un video sul catecumenato, maggiore “scambio” tra la Chiesa cattolica e quella evangelica che conta 22.000 battesimi l’anno. Olanda. Ci sono 7 diocesi in Olanda, che possono contare su una “squadra informale” di tre persone a livello nazionale. La diocesi di Utrecht ha attivato il catecumenato già da 6 anni, mentre quella di Rotterdam inizierà quest’anno. Esistono appositi corsi di formazione annuale, e sono stati pubblicati due libri sul catecumenato: uno contiene la testimonianza di un giornalista che si è convertito alla fede cristiana proprio attraverso l’esperienza del catecumenato, mentre l’altro è uno studio relativo al catecumenato nella liturgia, specialmente attraverso l’anno liturgico. Una serie in venti puntate sul catecumenato e coloro che “si risvegliano” alla fede è stata trasmessa in televisione. Svezia. La Chiesa cattolica svedese ha una diocesi, 41 parrocchie, 120mila membri (su nove milioni di abitanti): 3 parrocchie hanno adottato l’esperienza del catecumenato, il prossimo anno 4 parrocchie faranno altrettanto. Quest’anno, la notte di Pasqua, sono stati battezzati 11 adulti, ma il catecumenato non è ancora ben conosciuto in Svezia: il Rica non è ancora stato tradotto, ma si auspica che venga pubblicato nel 2006. Nella Chiesa luterana svedese, 25 parrocchie distribuite in 13 diocesi hanno adottato il catecumenato. Circa l’84% della popolazione del Paese è luterana: il 74% di essa riceve il battesimo in età pre-scolare, circa il 50% si prepara alla Cresima, intorno all’età di 15 anni, ma soltanto il 4% va a messa regolarmente. Il catecumenato ha cominciato a prendere piede nel 1991: nella diocesi di Linkoping, la Chiesa luterana organizza un incontro due volte all’anno sul catecumenato. Nel 2003, ci sono stati 9 battesimi adulti, 23 Cresime e 53 persone che hanno fatto il loro “re-ingresso” nella chiesa, tutti tra i 25 ed i 55 anni: tutto ciò, sostiene la Chiesa luterana, “rafforza la necessità che la Cresima sia più basata sul processo di catecumenato”. Belgio. Ci sono otto diocesi, e un direttore nazionale, che si incontrano ogni tre mesi: quest’anno c’è stato il 13° incontro annuale sul catecumenato, ad Antwerp. Tra le difficoltà citate dalla Chiesa belga, “la mentalità della gente, molto difficile da cambiare”. L’anno scorso ci sono stati 150 battesimi adulti; il vescovo di Bruxelles ha presieduto il Rito di Elezione. Portogallo. Ci sono 22 diocesi, ma nessun responsabile a livello nazionale. 8 diocesi hanno adottato il catecumenato. Un gruppo di quattro persone sta attualmente lavorando su materiale catechistico per adulti, basato su un ciclo di tre anni.