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Per un’identità viva” “” “

L’elezione di Karol Wojtyla il 16 ottobre 1978 ha proiettato l’Europa verso orizzonti nuovi. Durante il suo pontificato, egli ha visitato le istituzioni europee, ha affrontato questioni europee in più di un migliaio di discorsi e ha rivestito un ruolo chiave nell’apertura di un processo storico che ha portato alla riunificazione del continente europeo. È impossibile ridurre il pensiero di Papa Giovanni Paolo II sull’Europa nei limiti di un modesto editoriale. Bisognerebbe comunque ricordare almeno tre temi ricorrenti della sua riflessione. Il primo riguarda le relazioni tra l’Est, il Centro e l’Ovest europeo. Si tratta di garantire il funzionamento armonioso dei due polmoni dell’Europa in termini culturali, politici e spirituali. La revisione delle Prospettive finanziarie dell’Ue rappresenta un testo decisivo. La recente dichiarazione della Comece intitolata La solidaritè est l’âme de l’Europe, (La solidarietà è l’anima dell’Europa), esplora questa questione da un punto di vista etico e sociale. Bisogna sperare che le difficili trattative del settore giungano ad una conclusione generosa. Oltre a queste considerazioni fondamentali di ordine economico e politico, c’è ancora molto da fare per sviluppare i contatti con i popoli dei vecchi e dei nuovi stati membri. Le chiese locali dell’Est, del Centro e dell’Ovest d’Europa devono proseguire il proprio operato con intensità ed immaginazione per incontrare e scoprire le chiese locali delle altre regioni del nostro continente. Il ruolo cruciale della memoria per la formazione di identità viva e il senso delle origini illuminato dall’educazione e fondato sulla conoscenza, come elemento essenziale dell’identità di una società, costituiscono un altro tema ricorrente. Egli ha sostenuto l’importanza dell’eredità cristiana dell’Europa per tutti i cittadini europei. Ha chiarito questo concetto presentandolo come una forza viva, che garantisce che l’Europa sia al servizio del bene comune generale. Il dibattito sul preambolo del Trattato Costituzionale è stato uno dei momenti di cristallizzazione delle passioni. Altri testi più concreti continueranno a rappresentare delle sfide al livello dell’elaborazione quotidiana delle politiche, in settori quali l’immigrazione, la ricerca o la politica commerciale. L’Ue dovrà confrontarsi con decisioni inevitabili in materia di valori. Creare e mantenere la dinamica della riflessione etica e della volontà politica nell’ambito della società e tra i leader politici sarà d’importanza cruciale affinché l’Ue concretizzi i propri valori enumerati nell’articolo 1-2 del Trattato Costituzionale e affinché tutti i cristiani vi prendano parte. Infine, rivolgendosi direttamente alla chiesa d’Europa nell’Esortazione agli Apostoli post-sinodale Ecclesia in Europa (n° 45, 65, 69, 105), Giovanni Paolo II ha aperto un orizzonte nuovo ai dirigenti delle chiese locali. Egli chiede che la Chiesa pensi e agisca su scala europea per fare della costruzione dell’Europa una parte integrante delle preoccupazioni della chiesa locale. Questo appello profetico, che giunge a proposito, non deve restare senza risposta.