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Benedetto XVI è Papa da poco più di un mese. Con una crescente simpatia, come osservato dai media mondiali. È un Papa che ha conquistato i cuori delle persone fin dal primo momento sulla loggia centrale della basilica di san Pietro. Non stupisce solo coloro che gli sono più vicini ma il mondo intero: quando si scusa per il ritardo di 15 minuti all’Angelus, quando ammonisce con parole insistenti affinché non venga cancellato il ricordo della tragedia della Seconda Guerra mondiale. Domenica 29 maggio compirà il suo primo viaggio apostolico in Italia presiedendo la celebrazione eucaristica a chiusura del XXIV Congresso eucaristico nazionale e poi è atteso a Colonia per la XXª Giornata mondiale della gioventù. Per la Chiesa nel suo insieme, l’elezione di questo Papa è una benedizione. Ancora una volta un europeo ha la grande occasione e il compito impegnativo di collegare l’Europa della Chiesa al mondo. Nessun altro potrebbe farlo meglio di questo Papa, che vanta una conoscenza eccellente di tutti i Continenti del mondo e conosce personalmente i problemi con cui si deve confrontare l’Europa. Più di molti altri teologi, Joseph Ratzinger ha sottolineato l’anima cristiana del continente europeo, le radici dell’Europa nell’Occidente cristiano, ma anche l’unione dell’Europa. Joseph Ratzinger è un europeo dotato di lungimiranza per la Chiesa universale. Il nuovo Papa continuerà a usare, addirittura ad accentuare la sua capacità di integrazione, che è riuscito a realizzare per decenni. Benedetto XVI è scevro da qualsiasi prospettiva eurocentrica e ciononostante si impegnerà per far progredire ulteriormente il pensiero europeo. Il nuovo Papa non si stancherà di chiamare in causa Dio nel pensiero europeo-politico, di coinvolgerlo in una nuova evangelizzazione e nei processi di riconciliazione. Il fascino del cristianesimo è per lui il metodo più sicuro per unire l’Europa al mondo. E proprio perché conosce le preoccupazioni e le urgenze, le sfide e i compiti degli altri continenti, non si concentrerà solo sull’Europa ma definirà il suo pontificato come compito cattolico universale. Il fatto che nel far ciò, Benedetto punti alla continuità nei confronti del suo predecessore, Giovanni Paolo II, è dimostrato dai suoi primi interventi e dalle sue prime decisioni personali. L’incarico dell’arcivescovo Levada come successore nella Congregazione per la dottrina della fede è un esempio di come lo sguardo di Benedetto XVI vada al di là dell’Europa. L’europeo Benedetto XVI come pastore della Chiesa universale sorprenderà ancora molte altre persone e sarà una benedizione per l’Europa e per il mondo! I giovani lo hanno già capito, sono sempre più in grande sintonia con lui e non vedono l’ora di incontrarlo a Colonia per la XX Giornata mondiale della Gioventù.