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V Assemblea delle Rete ” “ecumenica per l’ambiente” “
Una denuncia al mondo occidentale che continua a mantenere ed esportare in altre parti della terra uno stile di vita superiore alle possibilità naturali del pianeta. A lanciarla sono stati i 120 partecipanti alla V Assemblea della Rete Ecumenica cristiana per l’ambiente (Ecen). Provenienti da 30 paesi d’Europa, si sono riuniti a Basilea, Svizzera dal 4 all’8 maggio. L’Ecen, realtà nata dalla II assemblea ecumenica europea (Graz 1997), per iniziativa di alcuni “militanti cristiani”, e sostenuta dalla Conferenza delle Chiese europee, ha come obiettivo di farsi portavoce della sensibilità ed esperienza delle Chiese europee per i temi del creato. LA RESPONSABILITà DEI CRISTIANI. “Siamo molto preoccupati per il peggioramento della situazione ecologica e sociale” su scala globale, si legge nel documento finale; nonostante gli ammonimenti di scienziati e uomini politici, sono esigui i provvedimenti intrapresi per difendere le risorse del pianeta. “Le cause della crisi ecologica attuale hanno origine in Occidente, proprio nei Paesi che rivendicano un’eredità cristiana. È fondamentale che i cristiani d’Europa non dimentichino le responsabilità che hanno avuto e che ancora oggi hanno nell’imporre la povertà e la distruzione ecologica alle nazioni più povere del mondo” ha affermato il teologo inglese MICHAEL NORTHCOTT. LA RICCHEZZA DELL’OCCIDENTE. “Perché voi europei avete bisogno di tre macchine per famiglia?”, ha chiesto ROGATE REUBEN MSHANA, economista e collaboratore del Consiglio mondiale delle Chiese. “Quand’è che voi europei avrete raggiunto la misura dell’ ‘abbastanza’ in termini di ricchezze e comodità?”. Mshana ha accusato gli occidentali di aver portato commercio, cristianesimo, civilizzazione in Africa a costo della distruzione delle “comunità sostenibili che prima vivevano sul continente” e di un aumento della povertà e della disuguaglianza sociale”. E la stessa denuncia è stata fatta per l’Est europeo da JAONOS ZLINSKY del Centro Regionale per l’Ambiente di Szentendre, in Ungheria: “dopo quindici anni dal crollo del comunismo ha detto – l’Est Europa si trova ad aver aggiunto ai problemi ambientali e sociali che già aveva nell’89, i problemi dell’Occidente”. CHE FARE? Innanzitutto “gridare e denunciare” tutti i soprusi, le ingiustizie, le infrazioni e le violenze, come profeti dell’epoca attuale; “dire la verità sulle proprie manchevolezze e pretendere la verità dagli altri”; creare “una rete tra le comunità cristiane”, che funga da incoraggiamento e da motore; vivere coerentemente da cristiani ed essere testimoni di uno stile di vita rispettoso e amorevole nei confronti del proprio prossimo e della natura”. Numerosi sono stati anche i “modelli” e le esperienze raccontate: l’impianto fotovoltaico del tetto della Tituskirche di Basilea, dove si è svolta la liturgia di apertura dell’assemblea, genera 10.000 kilowatt di energia ecologica l’anno, con un ricavo di circa 40mila euro che vengono spesi in Nigeria per acquistare frigoriferi ad energia solare per custodire le medicine; alcuni monasteri della Romania che possiedono estese aree boschive e terreni agricoli – hanno avviato un programma per “trasformare i turisti in pellegrini” e avvicinarli alla natura e alle produzioni biologiche; in Inghilterra è stato elaborato il progetto delle “eco-congregation”: le comunità parrocchiali si sottopongono a un’analisi della gestione della propria vita e missione, per individuare cambiamenti di abitudini nel senso di una maggiore “sensibilità verde”; è stato richiamato anche l’esempio tedesco della “riforma finanziaria ecologica”, che ha prodotto un risparmio dell’8% di consumo di carburanti in 6 anni. L’Ecen, da parte sua, continuerà il lavoro dei 7 gruppi di lavoro su “tempo del creato”, teologia della creazione, cambiamenti climatici, mobilità, acqua, formazione). Il documento finale, i suggerimenti. Il documento finale (www.ecen.org) è un appello alle Chiese aderenti alla Kek, alle Conferenze episcopali del Ccee e ai governi e alle istituzioni europee. Qui vengono indicati alcuni suggerimenti concreti. Ad esempio: si ribadisce “la necessità che i responsabili delle Chiese si sforzino maggiormente per introdurre il “tempo della creazione” nel loro calendario; si richiama la necessità “di ridurre i consumi energetici come singoli, chiese e comunità”, si propone di organizzare una “campagna europea di digiuno dall’auto entro la pasqua 2006”, di “sostenere l’acquisto dei prodotti regionali per ridurre il trasporto dei beni alimentari e di evitare l’uso dell’aereo per distanze inferiori agli 800 km. In vista della terza assemblea ecumenica europea di Sibiu del 2007 viene proposto che, nell’organizzare questo evento, si faccia particolare attenzione all’uso dei materiali, ai rifiuti e al riciclaggio. Il documento invita anche a partecipare alle “campagne per inserire l’acqua tra i diritti umani protetti dal diritto nazionale e internazionale”. Ecen invierà anche una lettera al G8 che si terrà a giugno in Scozia per chiedere il varo di provvedimenti per la limitazione di emissioni di Co2.