“La morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Benedetto XVI hanno portato alla Chiesa una specie di nuova Pentecoste”: lo ha affermato il teologo della pastorale Paul Zulehner, intervenuto al “Weizer Pfingstereignis”, incontro svoltosi a Weiz, in Austria dal 4 al 15 maggio scorso. Nel suo intervento incentrato sul tema principale dell’incontro la storia di Caino e Abele – il teologo viennese ha accennato al dibattito sull’eutanasia, evidenziando la caratteristica dei due Papi, “difensori appassionati del diritto alla vita di Abele”, diritto difeso da entrambi i pontefici senza il ricorso alla violenza. Zulehner ha affermato di osservare una “rivoluzione dall’alto” globale, accompagnata da “rivoluzioni locali dal basso”. La nuova Chiesa è caratterizzata dal fatto “che la sua vita diventa elementare, semplice, trasparente e vera. È determinante mantenere insieme l’amore per Dio e per il prossimo”, poiché “l’amore di Dio senza amore per i poveri diventa una spiritualità autoconsolatoria del benessere, mentre l’amore per il prossimo senza amore per Dio finisce per estinguersi”.