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Apostoli dei loro coetanei” “

I giovani sloveni ” “verso la XX Gmg di Colonia” “

Con l’approssimarsi dell’inizio della Gmg di Colonia, (11-21 agosto), sale la febbre dei giovani sloveni. A raccontarlo al Sir è don Andrej Marko Pozniè , responsabile nazionale della pastorale giovanile slovena che sta seguendo passo dopo passo l’organizzazione del contingente sloveno, formato da circa mille giovani. Per loro la Giornata mondiale della Gioventù vuole essere un momento di verifica del cammino spirituale ma anche un trampolino di lancio per un nuovo annuncio del Vangelo nella società slovena segnata da molte difficoltà che non mancano di riflettersi sul mondo giovanile che cerca nell’alcool, nella droga e nel sesso alcune “facili” vie d’uscita. Come si stanno preparando giovani sloveni alla Gmg di Colonia? E quanti saranno? “Saranno quasi 1000 i giovani sloveni che andranno in Germania. Non tutti con la Conferenza episcopale: qualcuno andrà con la Comunità Emmanuel, altri con il cammino Neocatecumenale. Sappiamo anche di un gruppo che farà il pellegrinaggio con i gesuiti. Ci sono poi gruppi di giovani che si stanno organizzando per aggiungere Colonia in bicicletta. Ma per tutti l’appuntamento è fissato a giugno, da definire ancora il giorno, con un incontro di preghiera, di comunione e canto dove i giovani avranno l’opportunità di conoscersi prima di partire per Colonia”. State pensando a qualcosa per quelli che non andranno a Colonia e resteranno a casa? La Chiesa slovena aiuterà i giovani che saranno alla Gmg? “A settembre, ogni anno, i giovani sloveni vivranno la loro Gmg nazionale a Stièna nel vecchio monastero cistercense. È l’occasione per festeggiare la fede comune e riempire il Paese di quella gioia che tante volte ci manca. L’organizzazione della giornata è curata dai giovani stessi. Prevediamo oltre 10.000 presenze. Per quanto riguarda gli aiuti la Chiesa in Slovenia non ha i mezzi per aiutare sistematicamente i giovani per andare a Colonia. Abbiamo cercato di sensibilizzare le parrocchie perché con il loro sostegno rendano possibile il viaggio a Colonia per un paio di giovani. Ma non sappiamo come è andata questa iniziativa. In Slovenia tutto è finanziato con offerte e questo i nostri giovani lo sanno”. Che significa per i vostri giovani incontrare Benedetto XVI? “La nomina di Benedetto XVI è stata accolta benissimo, con vera gioia. L’incontro con il Papa sempre è un incontro con Pietro, con la Chiesa. Infatti i giovani mi hanno detto che quando pensano al Papa pensano alla Chiesa”. Quali sono le loro difficoltà principali nel cammino di fede? “Le loro difficoltà nel cammino di fede provengono in molti casi dall’ambiente totalmente scristianizzato, ateo, liberale ed edonista, nel quale vivono. La scuola, dove finora non è ammessa l’ora di religione, non offre spazi per lo sviluppo personale spirituale. C’è un sentimento di paura nell’atmosfera, indefinibile ma onnipresente. Ci sono le difficoltà provocate dalle scelte dei genitori che “mandano” in Chiesa i giovani senza accompagnarli. Il decadimento dei valori è lo stesso che esiste in Occidente. Ci sono i problemi che nascono da una Chiesa che parla un linguaggio che pochi capiscono. Oggi essere credente è difficile in Slovenia, ma più difficile ancora è essere santo. Non ci aiutano le circostanze. La fuga nella droga, alcool e sesso, così come il ricorso al suicidio non sono sconosciute ai giovani. Pochi trovano nella Chiesa le risposte e la redenzione. Ma è anche vero, che molti non riescono a ‘raggiungere’ la Chiesa per porle domande di senso. Infine, la ‘persecuzione’ della Chiesa non è più materiale, ma virtuale. Esiste un diffuso senso di antipatia verso la Chiesa che viene instillato nelle persone sin da giovani. Si tratta di un fenomeno tipicamente sloveno e di cui i giovani patiscono le conseguenze”. Cosa si aspetta la Chiesa slovena con i suoi giovani dalla Gmg di Colonia? “La Chiesa si aspetta che i giovani diventino apostoli dei loro coetanei. Le Gmg sono momenti molto forti di fede che possono rappresentare una verifica del cammino spirituale di ognuno e tempo privilegiato per incontrare anche i giovani lontani”.