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Un profondo disagio a 10 anni dagli accordi di Dayton ” “” “
Nel segno di Ivan Mertz, l’Azione cattolica debutta in Bosnia. Il 10 maggio, a 77 anni esatti dalla morte del beato, i rappresentanti delle 47 parrocchie della diocesi di Banja Luka hanno celebrato l’assemblea costitutiva dell’associazione Ivan Merz: è il primo passo verso la nascita di quattro associazioni gemelle nelle altre tre diocesi della Bosnia-Erzegovina. UN PICCOLO MIRACOLO. “Per la nostra comunità diocesana si tratta di un piccolo miracolo”, ha esordito il vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica: “Gli accordi di Dayton, nel novembre 1995 prosegue mons. Komarica, alla guida della diocesi dal 1989 hanno concluso la guerra ma non hanno risolto una situazione che, in particolare per i cattolici, resta scandita da un profondo disagio. Questo vale per tutto il Paese, ma in modo particolare per la nostra diocesi, duramente segnata dalla pulizia etnica operata dai serbi: dai 70mila cattolici di prima della guerra, per lo più di origine croata, adesso siamo rimasti in 7mila”. Il 90% dei fedeli delle comunità cattoliche è stato costretto a varcare i confini croati e oggi i profughi non vengono messi nella condizione di poter ritornare nelle proprie case: “È capitato anche a mia madre, qualche anno fa racconta il vescovo di Banja Luka . Aveva 85 anni ed era nata addirittura sotto gli austriaci: la sua casa è sempre stata qui, ma ciononostante è stata obbligata a trasferirsi in Croazia”. Solo nella diocesi di Banja Luka, dove la popolazione si aggira intorno al mezzo milione di persone, 16 parrocchie sono state distrutte e 19 danneggiate; stessa sorte è toccata a 40 oratori, in sei casi irreparabilmente devastati. L’ASSOCIAZIONE ‘IVAN MERZ’. Non facile, in queste condizioni, pensare e portare avanti qualunque tipo di attività pastorale: “Oltre a essere rimasti in pochi ha fatto notare Marija Jurgovic, presidente nella neonata associazione Ivan Merz i cattolici non hanno né i luoghi né le occasioni per incontrarsi e confrontarsi. Per questo abbiamo pensato a un’associazione laicale, un segno di speranza ma anche un invito esplicito per tutti, giovani e adulti, a mettersi in moto e a ritrovare la voglia di vivere pienamente la nostra fede”. Di qui l’idea di coinvolgere l’Azione cattolica. La Bosnia-Erzegovina da anni è tra i 19 Paesi osservatori del Forum internazionale di Ac e, con l’unanime consenso dei vescovi del Paese, si è deciso di partire con Banja Luka, terra natale di Ivan Merz: “Per motivi di opportunità politica prosegue la presidente la nostra associazione non si chiamerà Azione cattolica, ma nella sostanza si farà promotrice dei suoi ideali e della sua identità, come il servizio alla Chiesa e la centralità della formazione”. Per Banja Luka si è aperta una fase triennale “ad experimentum”, durante la quale anche le altre tre diocesi (Sarajevo, Mostar e Trebinje) hanno manifestato l’intenzione di dare vita ad associazioni analoghe. Lo conferma il card. Vinko Puljic, presente all’assemblea costitutiva dell’associazione Ivan Merz: “Abbiamo bisogno di una nuova mentalità: dobbiamo imparare a testimoniare la nostra fede anche pubblicamente sottolinea l’arcivescovo di Sarajevo, creato cardinale proprio durante gli anni dell’assedio della città -. Per i cattolici è tempo di difendere la propria uguaglianza e fare in modo che nella nuova società bosniaca ci sia un po’ di spazio anche per i nostri valori”. “Un’associazione laicale continua il cardinale può aiutarci a trovare il coraggio di tornare allo scoperto; sull’esempio di Ivan Merz, che dall’Eucaristia trovava l’energia per comunicare la grazia di Dio”. L’Associazione Ivan Merz, è stata incoraggiata e sarà sostenuta dal Forum internazionale di Azione cattolica (Fiac). Scheda La Bosnia-Erzegovina. Gli accordi di Dayton (21 novembre 1995) hanno dato vita a un nuovo Stato federale bosniaco, composto da una Confederazione croato-musulmana (comprendente il 51% del territorio, tra cui Sarajevo e Mostar) e dalla Repubblica Srpska, a maggioranza serbo ortodossa. La diocesi di Banja Luka. Si estende interamente nel territorio della Repubblica Srpska, dunque in un ambiente a maggioranza serbo ortodossa. Durante il conflitto serbo-bosniaco-croato (1992-1995) non è stata bersaglio di bombardamenti, ma la maggioranza serbo-ortodossa ha promosso un piano di pulizia etnica a danno della minoranza cattolica (rifugiata per lo più in Croazia) e di quella musulmana, concentrata nella Confederazione croato-musulmana. Ivan Merz. Nato a Banja Luka il 16 dicembre 1986 e scomparso a Zagabria il 10 maggio 1928 ha dedicato buona parte dei suoi 32 anni di vita alla testimonianza della fede tra i giovani; prima nella “Lega dei giovani cattolici croati”, poi nella “Lega croata delle Aquile”, da cui inaugurò in Croazia l’Azione Cattolica (voluta da papa Pio XI). È stato beatificato da Giovanni Paolo II il 22 giugno 2003 a Banja Luka.