premio carlo magno" "

Un cittadino "europeo"” “

L’edizione 2005 al presidente ” “della Repubblica italiana ” “Carlo Azeglio Ciampi” “

Dal 1950 è un appuntamento fisso con lo “spirito europeo”. La cerimonia di consegna del Premio internazionale Carlo Magno consente ogni anno di riunire ad Aquisgrana alcune tra le maggiori personalità impegnate, o che hanno operato, per la realizzazione dell’Europa unita. Per il 2005 il riconoscimento è andato a Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica italiana, con alle spalle una lunga carriera da economista, banchiere centrale e ministro. DOPO Adenauer, Schuman, De Gasperi… La cerimonia di consegna del “collare” e del diploma si è svolta il 5 maggio nel municipio della città tedesca che da oltre mezzo secolo conferisce il premio. Nell'”albo d’oro” del “Carlo Magno” figurano, fra gli altri, Konrad Adenauer, Jean Monnet, Robert Schuman, Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Salvador de Madariaga, Konstantin Karamanlis, Vaclav Havel, Simone Veil, Frère Roger, Helmuth Kohl, François Mitterrand. Nella motivazione al premio si legge che Ciampi “simboleggia l’ordine interno e i valori fondamentali europei, la libertà, la democrazia, la tolleranza, l’apertura sul mondo… Come sostenitore di un’identità europea – con confini politici, culturali e geografici – egli è contrario a ogni arbitrarietà. E nella sua qualità di mediatore tra i mondi, è a favore del dialogo tra le civiltà, in particolare anche a favore della collaborazione con il mondo arabo”. “Europa, comunità di valori“. Il presidente tedesco Horst Koehler nel suo intervento introduttivo (“laudatio”) ha sottolineato l’impegno di Ciampi per la costruzione di un’Europa coesa e aperta al mondo: “Lei, presidente, è un grande europeo. Da anni lavora per l’Europa e, accanto a De Gasperi, è per me personalmente un modello”. Quindi Koehler ha ricordato il ruolo di primo piano ricoperto dall’allora ministro italiano per l’introduzione della moneta unica; ha insistito sulla necessità di realizzare una “casa comune” che svolga un ruolo da protagonista “nel nuovo ordine mondiale che sta nascendo”; infine ha ribadito l’importanza basilare del Trattato costituzionale per l’Ue, perché essa “consolida l’Europa quale comunità di valori, rafforza la democrazia nel vecchio continente e offre più diritti ai cittadini”. Ad Aquisgrana erano presenti il re di Spagna, Juan Carlos, l’ex presidente del Parlamento europeo, l’irlandese Pat Cox, l’ex ministro degli esteri polacco Bronislaw Geremek e l’ex primo ministro ungherese Gyuala Horn, tutti già insigniti con lo stesso premio. Presente anche il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. Un invito a “studiare e meditare la storia”. “A voi giovani mi rivolgo con speranza e fiducia. Leggete, meditate la storia degli ultimi due secoli della vita dei popoli europei. Troverete che solo quando la passione civile ha risvegliato nei cittadini quei sentimenti che sono alla base della coscienza dei popoli europei – libertà, eguaglianza, fratellanza -, l’Europa ha avanzato”. Sono stati dunque i giovani i primi destinatari della allocuzione pronunciata da Carlo Azeglio Ciampi che ha aggiunto: “Nella realtà tumultuosa del XXI secolo, di fronte alle incognite del presente e del futuro, una Unione europea forte e compatta propone squarci di luce e di speranza per tutti i popoli. I nostri giovani contribuiscono, con il loro generoso entusiasmo, a dar vita a un nuovo concetto d’Europa. Dobbiamo rassicurarli sulla capacità e volontà di evitare la dissoluzione dell’identità dell’Europa in una visione puramente mercantile, povera di contenuti storici, culturali, politici”, rendendoli “consapevoli dell’opera compiuta dai padri”. Volontà politica per completare le riforme. Nel suo intervento Ciampi ha tracciato un’analisi della situazione politica, sociale ed economica dell’Ue. Ha parlato di “titubanze e timori”, di riforme incompiute, fra cui l’euro; ha spiegato che “l’Unione europea non è ancora in grado di parlare al mondo, in ogni circostanza, con una sola voce. Ma è sempre più consapevole della necessità di darsi istituzioni capaci di raggiungere un’interpretazione unitaria dei suoi ideali e dei suoi interessi. Ci uniscono valori comuni, la volontà di diffondere nel mondo i principi di democrazia, di libertà, di tolleranza, che sono il frutto della nostra lunga storia”. Il presidente della Repubblica italiana ha quindi fatto cenno alle sfide che attendono i Venticinque, a partire dalla ratifica del Trattato costituzionale, a proposito del quale ha puntualizzato: “Senza un’autentica volontà politica comune dei popoli europei, senza una comunione degli spiriti e della fiducia nell’Europa, nemmeno la Costituzione sarà garanzia della necessaria governabilità”. Ciampi ha concluso confermando la propria “fede europeista”, per la quale continuerà a impegnarsi, a termine del mandato, “da cittadino europeo”.