È stato presentato a Parigi un documento della Commissione sociale dei vescovi francesi dal titolo “Orientarsi in una economia mondializzata”. Il documento di 64 pagine è frutto di un lavoro iniziato nel gennaio 2003 ed arriva 17 anni dopo la pubblicazione del documento “Creare e condividere”. Il testo propone una serie di riflessioni e indicazioni per “umanizzare il mondo dell’economia”. Presentato da mons. Jean-Charles Descubes, arcivescovo di Rouen e presidente della Commissione sociale, il nuovo documento vuole essere un contributo al dibattito secondo quanto sul tema dell’economia e della finanza afferma la dottrina sociale della Chiesa che ha spiegato il vescovo “non ha un modello economico da proporre, ma un’indicazione affinché sia posto l’uomo al centro dell’attività economica”. Il bilancio della situazione economica mondiale non è esaltante. “Le condizioni di vita di miliardi di essere umani si legge nella presentazione del documento non sono migliorati in maniera significativa. La brama di ricchezza dei Paesi sviluppati, a danno di chi ha fame, è malato e privo di libertà, ha provocato conseguenze drammatiche come l’arricchimento di un piccolo numero di persone, l’immigrazione di molti altri, guerre civili, terrorismo… Per uscire dalla globalizzazione della sofferenza e dell’ingiustizia, è urgente e necessario interrogarsi se le nostre pratiche economiche e le loro finalità siano rispettose dell’uomo”. I vescovi francesi intendono “ridare fiducia all’intelligenza umana nella certezza che essa è capace di mettere questa economia al servizio dello sviluppo integrale dell’uomo. Per riuscirci si legge nella presentazione del testo siamo ben consapevoli che la crescita economica è una necessità. Ma a condizione che questa crescita non sia esclusivamente finalizzata al profitto di breve termine e all’indebitamento” ma al raggiungimento di obiettivi come “qualità, condivisione, giustizia”. Intraprendere questa strada chiede necessariamente che “ciascuno si metta al lavoro ma anche che siano inventate nuove professioni, formati giovani e meno giovani e che la vita professionale sia sempre più luogo di creatività per un numero di persone sempre più grande”. Tutto ciò conclude la Commissione sociale implica una volontà politica coraggiosa che permetta di rompere la frontiera che esiste tra un semplice riaggiustamento delle pratiche attuali e l’instaurazione di una giustizia autentica a servizio del bene comune”. Solo un’illusione? “Innanzitutto risponde Jacques Turck, curatore del libro bisogna sapere che i movimenti finanziari non sono dei meccanismi astratti e ciechi ma che dietro a questi movimenti ci sono pur sempre degli uomini che prendono delle decisioni. Si tratta di puntare a quegli uomini, alla loro intelligenza ed intervenire per un’etica dello sviluppo economico e finanziario”.