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Primo bilancio per l’Europa a 25″ “
A un anno dall’allargamento da 15 a 25 Stati membri (1° maggio 2004), l’Unione europea continua a ingrandirsi, fa i conti con alcune questioni strettamente legate al futuro dell’integrazione (ratifica del Trattato costituzionale, prospettive finanziarie 2007/2013), mentre, in parallelo, procede la vita “ordinaria” delle istituzioni dei Venticinque. Romania e Bulgaria verso l’Ue. Lunedì 25 aprile l’abbazia di Neumünster, in Lussemburgo, ha fatto da cornice alla firma del Trattato di adesione all’Ue di Bulgaria e Romania. Molti gli interventi ufficiali, fra cui quello del presidente di turno del Consiglio Ue, il lussemburghese Jean-Claude Junker, del presidente del Parlamento europeo, lo spagnolo Josep Borrell, del presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso. Dopo la firma dei documenti di adesione, sono echeggiati i discorsi del primo ministro della Repubblica di Bulgaria, Simeone di Saxe-Coburgo e del presidente della Romania Traian Basescu. La data di adesione è fissata per il 1° gennaio 2007, con il passaggio della “casa comune” a 27 associati. Fino ad allora, però, i due Paesi candidati dovranno proseguire sulla via delle riforme per rispondere pienamente ai criteri di Copenaghen (Stato di diritto, democrazia, diritti umani e delle minoranze, modernizzazione dell’economia nazionale). La situazione della comunità Rom. Ricca l’agenda dei lavori del Parlamento europeo, che la scorsa settimana si è riunito a Bruxelles (27-28 aprile) per discutere e approvare la Relazione annuale sui diritti dell’uomo nel mondo. Nella stessa sessione figurava una dichiarazione della Commissione sulla situazione delle comunità Rom nell’Unione. Secondo lo studio dell’Esecutivo, i Rom sono diventati, dopo l’allargamento del 2004, “una delle minoranze numericamente più importanti nell’Europa comunitaria”. Essi “costituiscono un gruppo di circa 8-10 milioni di persone in tutto il continente e sono presenti in quasi tutti i Paesi membri”. Gli studi condotti rilevano che “questa comunità rappresenta talvolta oltre il 5% della popolazione in certi Paesi dell’Europa centro-orientale e dei Balcani”. Nel rapporto della Commissione Barroso si fa riferimento ai tre grandi obiettivi che l’Ue si pone a favore di questa comunità: “Il regolamento delle più acute situazioni di crisi; l’elaborazione di politiche specifiche per i Rom; la partecipazione di questi alla società civile, alla vita democratica dei Paesi ove risiedono”. Bilancio e prospettive finanziarie. L’Unione è chiamata in questo periodo anche a fare i conti con i bilanci: al centro dell’attenzione le trattative tra le istituzioni comunitarie e i Paesi membri sulle Prospettive finanziarie 2007/2013, che costituiscono il documento-base per sapere di quali risorse disporrà l’Ue nei prossimi anni, così da programmare di conseguenza le politiche comuni e operando con azioni inclusive a favore dei nuovi Stati membri. Il presidente di turno del Consiglio, Jean-Claude Junker, ha più volte dichiarato che “la definizione delle Prospettive finanziarie dei prossimi anni è il grande obiettivo della presidenza lussemburghese”. Se ne parlerà compiutamente durante il summit dei 25 a metà giugno. Nel frattempo è giunta la prima bozza del bilancio comunitario per il 2006, steso dalla Commissione, “che prevede una crescita dei fondi destinati alla ricerca europea, assicurando anche maggiori investimenti nella crescita economica”. La bozza preliminare del bilancio 2006 sarà l’ultima in base alle attuali Prospettive finanziarie: “Il contenuto della proposta mira, dunque, a completare gli impegni politici e finanziari fino al 2006”. In secondo luogo essa “sviluppa gli obiettivi strategici della Commissione per il 2005-2009: prosperità, solidarietà, sicurezza, allargamento e un ruolo più forte per l’Ue a livello mondiale”. Nuovi dazi e ratifica della Costituzione. Nella settimana che va dal 30 aprile all’8 maggio le istituzioni europee spalancano poi le porte ai cittadini, invitati a visitare le sedi di Bruxelles e Strasburgo. L’iniziativa intende rafforzare l’immagine di una Unione quale “casa trasparente” e “aperta”. Una proposta in genere apprezzata (lo scorso anno furono migliaia i visitatori), che giunge in una fase quanto mai delicata: da una parte è in corso il dibattito sulla opportunità di elevare dazi contro i prodotti tessili cinesi, innalzando nuove barriere doganali e agendo con una politica economica protettiva; d’altro canto i riflettori restano puntati sull’esito del referendum francese per la ratifica della Costituzione, in calendario il 29 maggio. Dopo un mese di sondaggi negativi, negli ultimi giorni si è visto il “sì” crescere nelle intenzioni di voto degli elettori francesi, ai quali i 450 milioni di cittadini europei guardano con estremo interesse: la scelta di Parigi potrebbe infatti influenzare, in senso positivo oppure negativo, il risultato del referendum olandese del 1° giugno e le altre operazioni di ratifica nei 19 Stati che ancora devono dare il benestare alla Carta (sono sei i Paesi che hanno già provveduto alla ratifica).