" "AUSTRIA" "
Tra il 7 e l’8 maggio accese 100mila candele per ricordare ” “le vittime del lager di Mauthausen” “” “
“Notte del silenzio”: questo il nome di un’iniziativa promossa congiuntamente dall’associazione “A letter to the stars”, dalle Chiese austriache, dal ministero degli Interni e dall’Unione dei sindacati austriaca (ögb). Nella notte tra il 7 e l’8 maggio, in occasione del 60mo anniversario della liberazione del lager di Mauthausen, nell’ex campo di concentramento verranno accese in silenzio 100.000 candele per ricordare le 100.000 persone uccise nel lager e in quelli limitrofi. L’azione è stata presentata con una conferenza stampa svoltasi il 13 aprile a Vienna presso il Neue Burg, dal cui nel 1938 balcone Hitler proclamò l’annessione (“Anschluß”). N otte e silenzio. “I giovani debbono sempre imparare nuovamente cosa vuole dire essere persone o mostri”, ha dichiarato il vescovo di Graz, mons. Egon Kapellari, intervenuto recentemente alla conferenza stampa, auspicando che l’iniziativa costituisca un impulso in tal senso. Alla presentazione hanno partecipato in qualità di relatori anche il ministro degli interni Liese Prokop, il vescovo evangelico luterano Herwig Sturm, la vice presidente dell’Ögb, Renate Csörgits e il pubblicista Alfred Worm dell’iniziativa “A letter to the stars”. Il vescovo evangelico Sturm ha definito l’azione “un modo adeguato di essere presenti in un simile luogo dell’orrore e di ricordare la violenza e le umiliazioni perpetrate”. Il progetto è sostenuto dal Consiglio ecumenico delle Chiese in Austria (Örko) e tra gli eventi di commemorazione è prevista una celebrazione ecumenica a Mauthausen cui parteciperanno, oltre a Sturm, il card. Christoph Schönborn e il metropolita greco-ortodosso Michael Staikos. Silenzio e ricordo. “Il silenzio di una notte crea un contrappunto voluto nei confronti dell”anno giubilare 2005′, per ricordare che la Seconda repubblica è sorta dalle ceneri del fascismo con il crimine senza pari dell’olocausto, di cui l’Austria e gli Austriaci sono corresponsabili in parte non minima”, ha affermato Worm. “Proprio nei luoghi in cui è avvenuto l’orribile eccidio, come nel lager di Mauthausen, rimaniamo in momenti paurosi in cui mancano le parole. Vogliamo creare uno spazio di riflessione, in cui tutti i partecipanti abbiano la possibilità di dare un segno nel silenzio, accendendo candele per le centomila persone uccise nei lager di Mauthausen. La luce delle candele, gesto di ricordo vivo, darà il benvenuto il giorno dopo alle diverse delegazioni dei sopravvissuti dei diversi Paesi”. L ettere alle stelle. All’azione “A letter to the stars”, promossa nel 2003 contro l’oblio dei crimini nazisti e particolarmente dell’Olocausto hanno preso parte oltre 20.000 scolari che hanno contribuito al più grande progetto di ricerca sulla storia di vittime del nazismo e di testimoni del tempo. “Non possiamo far rivivere tutte queste persone ma possiamo restituire loro il loro nome, il loro volto, la loro dignità”: questo l’obiettivo dichiarato dell’azione che intendeva “creare un Living Memorial, un archivio di storie di vita molto personali. Solo così la storia dell’Olocausto diventa tangibile”. E dopo dieci anni di lavoro è stato compilato un elenco comprendente nome, data di nascita, ultima residenza, data della deportazione, luogo e data di morte per quasi tutte le 80.000 vittime (65.000 ebrei, 15.000 non ebrei) di Mauthausen. Gli studenti hanno raccolto altre informazioni sulle vittime; infine, ciascuno ha scritto una lettera personale alla vittima e una lettera al futuro, lanciate in aria con 80.000 palloncini bianchi il 5 maggio 2003. “A letter to the stars” continua. Con un progetto in collaborazione con il Jewish Welcome Service, il Comitato di Mauthausen, la comunità culturale israelita di Vienna, il Fondo nazionale austriaco e con numerosi archivi nazionali e internazionali, finalizzato a identificare le migliaia di persone di nazionalità austriaca, sopravvissute al nazismo, che vogliano raccontare la loro esperienza ai giovani austriaci. R icordo e azione. “Spero che con manifestazioni come quella del 7 maggio, i giovani siano incoraggiati ad opporsi a forme attuali di violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato mons. Kapellari”. Facendo riferimento all’imminente riforma in senso restrittivo del diritto di asilo, Sturm ha auspicato una “legislazione umana” e ha giudicato “incomprensibile” il provvedimento davanti allo sfondo della storia. In risposta, il ministro Prokop ha espresso la volontà di concedere “il più rapidamente possibile asilo a coloro che ne hanno veramente bisogno”. Da parte sua, Csörgits ha dichiarato che l’anniversario del 2005 deve essere impulso “per impegnarsi contro le forme attuali di discriminazione e razzismo”.