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Impegno ecumenico per la vita” “
Inaugurata l’8 aprile, la “Settimana per la vita 2005”, iniziativa ecumenica della Chiesa cattolica e della Chiesa evangelica tedesca, è stata occasione per ricordare l’impegno di Giovanni Paolo II per la vita. E nel corso dell’apertura il vescovo evangelico Wolfgang Huber lo ha ricordato con queste parole: “ho partecipato a Roma alle esequie di Papa Giovanni Paolo II”, ha detto Huber, che ha esaltato il dono del Papa di “rivolgersi alle persone che incontrava” perché “voleva far sentire loro che erano importanti. Non dovevano scomparire nella massa ma avere piuttosto la consapevolezza di essere sostenute da una comunità”. La funzione ecumenica inaugurale della settimana si è svolta a Kassel e vi ha partecipato il vescovo della città, mons. Heinz Josef Algermissen , in rappresentanza del card. Karl Lehmann , presidente della Conferenza episcopale tedesca, rimasto a Roma per il conclave. La celebrazione di Kassel è l’inizio di una serie di eventi e celebrazioni in tutta la Germania, finalizzate ad esaltare la vita, i bambini, la famiglia. L’iniziativa, articolata in un triennio, si svolge quest’anno sul tema: “Con i bambini un nuovo inizio”. Dare speranza. Con la settimana per la vita, le Chiese tedesche “vogliono incoraggiare a compiere un nuovo inizio con i bambini e sensibilizzare per la tutela e la dignità della vita umana in tutte le sue fasi”: questo l’obiettivo dichiarato dell’evento. La necessità di ridare speranza alla società tedesca è stato così evidenziato da Huber: “Qual è il nostro contributo, cosa possiamo fare per rendere possibile la vita, per far sì che i bambini siano una benedizione?” Accanto alle “posizioni personali”, al “coraggio di avere figli” strettamente legato al singolo, Huber mette in risalto la necessità di condizioni generali in noi stessi”, oltre che di “condizioni generali politiche”, che favoriscano l’atteggiamento aperto ai bambini. “Abbiamo bisogno di una politica coraggiosa per la famiglia. Ma soprattutto, abbiamo bisogno di amare i bambini”, ha ribadito. Siamo tenuti a creare le necessarie condizioni generali per i bambini e per le famiglie. Vogliamo incoraggiare le giovani coppie ad intraprendere l’avventura più grande e più bella che il mondo possa offrire: una vita con i bambini”. Sì alla vita. “Siamo profondamente convinti del fatto che qualsiasi comunità umana può essere e rimanere aperta ai suoi simili solo se la dignità dei bambini, la protezione dei bambini e la disponibilità verso i bambini sono in cima alle priorità etiche vissute dalla comunità”: affermano le Chiese tedesche in un comunicato di presentazione dell’evento. E nella conferenza stampa congiunta, svoltasi a Kassel il 9 aprile, Huber ha dichiarato: “Il nostro scopo per questa Settimana per la vita è dare un segnale chiaro per dire sì alla vita e ai bambini.[…] Per noi è vitale il fatto che i bambini siano importanti nella società innanzitutto in quanto persone”, ha affermato. “Vale la pena osare un ‘nuovo inizio’ con i bambini, perché essi arricchiscono la vita in un modo che non può espresso in numeri”. “Se si vive in una società aperta ai bambini, ciò si ripercuote ovviamente anche sull’andamento demografico e quindi anche sul futuro economico della società: i sistemi previdenziali, il mercato del lavoro e molto altro. Sono aspetti importanti ma non è ciò che conta. I bambini significano innanzitutto un sì alla vita”. “L’apertura ai bambini è un indicatore dell’apertura alle persone e alla vita in una società. Il fatto che la media di bambini in Germania sia in continua diminuzione è un segno chiaro di questa crisi”, ha affermato mons. Algermissen, che nella celebrazione ecumenica ha dichiarato: “I bambini sono innanzitutto e soprattutto rappresentanti di Dio. Sono un regalo, sono i bambini di Dio”. Vita e famiglia. Ricordando come Giovanni Paolo II si sia “instancabilmente impegnato per le aspirazioni di bambini e giovani e conseguentemente anche per il matrimonio e la famiglia”, mons. Algermissen ha messo in evidenza che “l’atteggiamento favorevole verso i bambini che noi chiediamo è strettamente legato alla promozione del matrimonio e della famiglia”. Il vescovo auspica che vengano introdotte misure in tutela della famiglia: “le situazioni sociali in cui fondare una famiglia significa una sensibile perdita di status e per molti addirittura un rischio di povertà devono essere urgentemente cambiate. Sotto il peso crescente di contributi sociali, costi delle abitazioni ed imposte sui consumi, le famiglie perdono il coraggio di osare un nuovo inizio con i bambini”.