Semplici operai seduti insieme al capo della comunità ebraica vestito a lutto; i pastori protestanti vicino agli abuna ortodossi del villaggio confinante; il prefetto con religiosi alowiti. È quanto si è potuto vedere nella parrocchia cattolica di Antiochia, città della prima sede apostolica di Pietro, presa d’assalto in questi giorni dai cittadini antiocheni che hanno così espresso le loro condoglianze per la scomparsa di Giovanni Paolo II, e hanno manifestato il proprio dolore per la “perdita di un uomo così santo”. A riferirlo al Sir è il parroco, padre Domenico Bertogli che parla di un quaderno pieno di firme e messaggi di cordoglio. “Mai un Papa ha destato così grande interesse in Turchia dove il giorno dei funerali, l’8 aprile, le bandiere sono state tutte a mezz’asta” dichiara. Ed aggiunge “Nella stessa ora in cui cominciava a Roma il funerale a Giovanni Paolo II, nel piccolo cortile della chiesa cattolica, abbiamo voluto pregare per e con questo grande Papa, iniziando con una sinfonia di campane della chiesa ortodossa e della chiesa cattolica”. “Giovanni Paolo II è stato un uomo di fede profonda, di dialogo ad ogni costo, di rispetto per qualsiasi uomo. Non si è risparmiato perché la pace e l’unità regni tra le religioni e tra i credenti dell’unico Dio, come pure tra tutte le nazioni. Nel cuore della Turchia è rimasto impresso l’intenso amore di questo uomo di Dio per tutto il Medio Oriente, terra benedetta da Dio”. Ma la preghiera non si ferma: “in un mosaico variopinto di lingue e di invocazioni corali che sarebbe tanto piaciuto a Giovanni Paolo II conclude il parroco – si prega Dio in turco, in ebraico, in arabo, ognuno a modo suo, in un’unica voce, ringraziandolo per averci dato un tale uomo e chiedendo un nuovo Papa che sappia portare a compimento l’opera iniziata dai precedenti Pontefici”.