Gli episcopati europei” “
La morte di Giovanni Paolo II nelle reazioni degli episcopati europei. Tra i primi, i vescovi della sua “amata Polonia” che, in una prima dichiarazione, sperano che “Giovanni Paolo II allarghi la cerchia dei santi e già da oggi stia intercedendo per noi presso il Trono divino. Il grande umanesimo di Giovanni Paolo II risplendeva nel suo autentico rispetto verso ogni uomo”. Polonia “Nella piazza dove quasi 26 anni fa Giovanni Paolo II aveva espresso la preghiera ‘che scenda lo Spirito su questa terra, per rinnovarla’, si sono radunate oltre 200mila persone, numerosi vescovi, le massime autorità dello stato. È come se si fosse reso presente questo messaggio”. Questo il commento per il Sir di mons. ZBIGNEW KIERNIKOWSKI, vescovo di Siedlce, dopo il grande raduno di preghiera il 5 aprile in piazza Pildsucki a Varsavia, guidato dal card. JOZEF GLEMP, presente il capo di Stato Kwasniewski. “Il fatto che ora noi qui in Polonia possiamo riunirci su questa piazza, in modo totalmente libero, in una situazione geopolitica nuova: questo è il frutto di quel grido di invocazione lanciato dal Papa 26 anni”, ha aggiunto mons. Kiernikowski, sottolineando che “in piazza si sentiva una atmosfera di gratitudine nei confronti di Dio per la persona e il servizio di Giovanni Paolo II verso la Polonia e il mondo intero”. Il vescovo polacco ha poi messo in rilievo il fatto che nelle diocesi del Paese, “accanto alle liturgie e preghiere organizzate dai pastori per questi giorni di lutto, si notano numerose iniziative spontanee della popolazione, che si raduna per pregare e meditare. Certamente non si può dire se oggi la fede in Polonia sia più grande di un quarto di secolo fa, quando il Papa venne eletto. Ma qualcosa è successo, qualcosa di molto più grande di quanto non fosse prevedibile allora”. Italia Appresa la notizia della morte di Giovanni Paolo II, il cardinale vicario CAMILLO RUINI ha redatto nella serata del 2 aprile, la “speciale notificazione”, come prescritto dalla Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis”, per dare notizia al popolo romano della scomparsa del suo vescovo. “Oggi, sabato 2 aprile, alle ore 21.37 si legge nel testo diffuso dal vicariato di Roma nei primi vespri della Festa della Divina Misericordia, il Signore ha chiamato a sé l’anima benedetta del Santo Padre Giovanni Paolo II. Ci raccogliamo in preghiera per lui, che tanto ci ha amati, affinché il Signore lo accolga nella sua eterna pienezza di vita. Ringraziamo Dio per averci donato un Pastore secondo il suo cuore, testimone di Gesù Cristo con la vita e con la parola, che ha percorso con instancabile coraggio la via che da Cristo conduce all’uomo. Sappiamo che questo grande Padre non ci ha abbandonati e ci affidiamo alla sua intercessione, per mantenere integra e viva tra noi la sua preziosa eredità di fede e di amore. La Vergine Maria, a cui Giovanni Paolo II ha consacrato la sua intera vita è la preghiera finale lo stringa nelle sue braccia di Madre e protegga il popolo di Roma”. Austria “La morte del Papa è un momento doloroso”, ma “allo stesso tempo si deve rilevare con gioia cristiana che Giovanni Paolo II ha raggiunto la meta della sua vita, è arrivato a casa”. Questo il commento del card. CHRISTOPH SCHÖNBORN, presidente della Conferenza episcopale austriaca, nell’apprendere della morte del Papa. “Spero e credo che il Papa sia presso Dio”, ha detto il cardinale. Schönborn ha messo in guardia dal catalogare il defunto Pontefice come “progressista” o “conservatore”, poiché “è stato troppo grande” per categorie di questo genere. Il cardinale ha piuttosto sottolineato “l’impegno per la vita, per i diritti umani, per la giustizia mondiale e per il dialogo tra le religioni. Giovanni Paolo II ha sempre creduto in modo illuminante alla resurrezione; i cristiani possono ora accompagnarlo nel ritorno a casa”. Il cardinale ha messo in rilievo come “la vita del Papa sia stata pubblica, fino all’ultimo momento. Ha mostrato che dolore, malattia, morte sono parte della vita”. Germania “Il Papa ci ha lasciati. Giovanni Paolo II è morto così come ha vissuto e agito: mentalmente presente quasi fino all’ultimo, pieno di dedizione verso il proprio servizio e completamente affidato alla volontà di Dio”. Questa la prima reazione del card. KARL LEHMANN, presidente della Conferenza episcopale tedesca, alla notizia della morte del Papa. In un comunicato si legge che “egli ha annunciato in tutto il mondo la lieta notizia: ‘Aprite, spalancate le porte a Cristo’, a tutti i cristiani e a tutte le religioni, a tutte le persone, particolarmente ai poveri. La sua decisione ha causato la caduta di molti muri, tra cui certamente anche la Cortina di ferro. La fermezza della sua fede ha portato molta speranza anche nelle situazioni più difficili. Ci ha lasciato un testimone coraggioso del Vangelo, un grande della storia mondiale e un esempio che rimane non solo per i cristiani cattolici. Il mondo è diventato più povero. Rimangono tristezza, gratitudine e fedeltà al suo testamento spirituale”. Spagna Giovanni Paolo II “è stato uno straordinario regalo di Dio per la Chiesa ed il mondo”, e i cattolici spagnoli “non lo dimenticheranno mai”: sono le parole di mons. RICARDO BLASQUEZ e mons. JUAN ANTONIO MARTÌNEZ CAMINO, rispettivamente presidente e segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, che appena appresa la notizia della morte del Papa hanno inviato una lettera di condoglianze al cardinale camerlengo Eduardo Martinez Somalo, nella quale esprimono “profondo dolore”. “Nel suo lungo e fecondo pontificato scrivono i vescovi spagnoli si è resa quasi palpabile la vicinanza dello Spirito Santo”. I vescovi spagnoli esprimono “profonda gratitudine per il suo impegno fedele e senza riserve alla causa del Vangelo e alla missione ricevuta dal Signore”. “I cattolici di Spagna sottolineano non dimenticheranno Giovanni Paolo II, il primo Papa che è venuto a trovarci, lanciandoci, come nei tempi migliori, sui cammini della santità”. Giovanni Paolo II ha visitato la Spagna cinque volte: nel 1982, 1984, 1989, 1993, 2003. Portogallo Dai fedeli nel santuario di Fatima riuniti in preghiera ininterrotta da tre giorni al cordoglio di tutti i vescovi e dei rappresentanti delle comunità musulmana, ebraica e delle altre chiese cristiane. Così il Portogallo sta piangendo la morte del Papa. Il governo ha anche deciso tre giorni di lutto nazionale. A Fatima a cui il Papa era particolarmente legato – la notizia è stata data mentre era in corso una veglia di preghiera nel santuario. Il cardinale JOSÉ POLICARPO, Patriarca di Lisbona e presidente della Conferenza episcopale portoghese, ringrazia Dio “per il dono di questo pontificato” caratterizzato dall'”universalità” e si è detto molto colpito “dalla profondità e intensità degli ultimi momenti della vita del Papa e dal modo in cui sono stati accompagnati da persone di diversa sensibilità e confessione religiosa in tutto il mondo”. La maggior parte dei vescovi portoghesi ha avuto parole di cordoglio e ricordo nei confronti di Giovanni Paolo II e anche i rappresentanti delle comunità musulmana, ebraica e delle Chiese cristiane hanno espresso le proprie condoglianze. La comunità islamica di Lisbona si è detta “solidale con il mondo cattolico”. Anche per la comunità ebraica il Papa è stato “una figura eccezionale che lascerà un segno duraturo nella storia della Chiesa e del mondo”. Francia Un invito ad accendere in tutta la Francia, fino al giorno dei funerali, candele e lampade e non soltanto nelle chiese, ma “ovunque sia possibile”. “Che queste fiamme siano segno della nostra preghiera e della nostra riconoscenza a colui che fino alla fine ha voluto invitarci a avere fiducia e a testimoniare la speranza”. Lo chiede il presidente della Conferenza episcopale francese, mons. JEAN-PIERRE RICARD, in un messaggio ai fedeli. “Giovanni Paolo II è morto scrive Ricard -. Pellegrino di speranza, è arrivato al termine della sua corsa. Le sue sofferenze, la sua forza nella malattia, la sua morte sono come un ultimo segno del senso che ha voluto dare alla sua esistenza: un’unione con Cristo, una amore per la vita, una fede totale nella Risurrezione. La sua morte ci sconvolge. Piangiamo un padre. Ma al cuore del nostro dolore, lo sentiamo ancora dire: ‘Non abbiate paura’”. Svizzera I vescovi svizzeri si uniscono al cordoglio della Chiesa cattolica per la scomparsa di Giovanni Paolo II. “Siamo estremamente riconoscenti per il servizio reso da Papa Giovanni Paolo II alla Chiesa e al mondo in oltre 25 anni e siamo convinti che nelle azioni di Giovanni Paolo II sia stata percepibile per il mondo intero la benedizione di Dio. Il suo impegno sulla scena politica mondiale ha portato sostanzialmente alla scomparsa definitiva della Cortina di ferro e alla riconciliazione tra potenze un tempo nemiche. La sua attività di imperturbabile garante, pesino le sue parole di ammonizione e il suo esempio personale per la realizzazione della pace tra i popoli e le religioni hanno dato a questo pontificato un significato storico”. I vescovi ricordano, infine, l’impegno del Papa scomparso come “accompagnatore e avvocato dei poveri”, “la sua fiducia nei giovani”, che “ha contagiato i cuori delle persone”, la difesa delle “famiglie in cui vedeva uno dei beni più preziosi dell’umanità ma anche uno dei più minacciati”. Preghiere e messe speciali in tutta la Svizzera. Ungheria Tutti i giorni fino al funerale del Papa, le campane di tutte le chiese ungheresi hanno suonato a mezzogiorno, in atto di omaggio a Giovanni Paolo II. “È stato il primo Papa nella storia a visitare l’Ungheria”, ha detto il cardinale PETER ERDO, arcivescovo di Budapest e presidente della Conferenza episcopale ungherese, come riferito dall’agenzia cattolica Magyar Kurir. “È stato particolarmente vicino ai popoli dell’Europa centro-orientale e ha dato molti santi alla Chiesa, tra cui i martiri del XX secolo”. La Chiesa ungherese ha proposto di recitare un Padre nostro, un’Ave maria e un Gloria alla fine di ogni messa per il Papa, e di suonare le campane delle chiese una volta al giorno a mezzogiorno fino al giorno dei funerali. Una messa solenne è stata celebrata il 4 aprile, nella basilica di Santo Stefano a Budapest, con la partecipazione di tutti i vescovi ungheresi. Anche la comunità ebraica ungherese ha espresso le sue condoglianze ricordando “il contributo del Papa al miglioramento delle relazioni tra la Chiesa e gli ebrei”. Il vescovo calvinista GUSZTAV BOLCSKEI ricorda, invece, il gesto “memorabile” del Papa, durante la visita a Decebren nel 1991, nel luogo che ricorda i predicatori della Chiesa calvinista riformata condannati al carcere. E propone di porre una targa commemorativa in memoria di Giovanni Paolo II nello stesso posto. Bulgaria “Con la sua vita Giovanni Paolo II ha compiuto completamente la volontà del Signore, se i governanti avessero ascoltato le sue parole adesso il mondo sarebbe migliore”. Lo ha detto al Sir mons. GEORGI JOVCEV, vescovo della diocesi di Sofia-Plovdiv, in Bulgaria. Una messa solenne in suffragio per il Papa è stata celebrata il 3 aprile nella chiesa cattolica “San Giuseppe” dal nunzio apostolico mons. GIUSEPPE LEANZA, il vescovo della diocesi di Sofia-Plovdiv mons. Gheorgi Jovcev e dal presidente della Conferenza episcopale bulgara, mons. HRISTO PROJKOV. Tra i presenti numerosi politici, sacerdoti e religiosi e tantissimi fedeli. Messe e veglie in memoria di Giovanni Paolo II sono state organizzate in tutte le diocesi bulgare. Anche il patriarca ortodosso bulgaro MAKSIM ha definito Giovanni Paolo II “una persona carismatica, che ha lottato tanto per la pace nel mondo e perché regni l’amore tra le persone”. “Ha portato fino in fondo la sua missione – commenta il metropolita di Vidin, DOMETIAN – grazie a lui l’incontro tra le religioni ha fatto passi enormi”. Il Papa, aggiunge padre MARIO POLZIN, frate cappuccino, “perfino con la sua morte ha saputo dare una testimonianza”. Il Papa ha visitato la Bulgaria nel 2002. Bielorussia “La notizia sul pio transito del Papa Giovanni Paolo II è stata accolta in Bielorussia con grande dolore non solo dei cattolici ma anche di tanti cristiani ortodossi ed anche di molti non credenti”: lo ha detto al Sir l’archimandrita SERGIUS GAJEK, visitatore apostolico per i greco-cattolici del Paese. Nei media, specialmente sui siti Internet, sono apparsi diversi servizi di apprezzamento del pontificato di Giovanni Paolo II. “Vi si trovano anche le condoglianze espresse ai cattolici da parte dei cristiani di altre confessioni”, sottolinea Gajek. Un’eco si trova in un comunicato dello stesso visitatore apostolico, dove tra l’altro si legge: “Il misericordioso Cristo, amico degli uomini, ha chiamato nel suo regno il suo servo fedele Giovanni Paolo II, pastore supremo della Chiesa cattolica. Durante i 27 anni del suo pontificato Giovanni Paolo II, come pastore supremo della Chiesa universale, ha dimostrato una attenzione ed un amore particolare per la Bielorussia. Come vediamo in queste ore, moltissimi cristiani della Bielorussia, indipendentemente dalla loro confessione, gli sono profondamente grati per le sue azioni e per la sua intercessione presso Dio, specialmente durante il periodo sovietico. In questi giorni del nostro commiato con Lui, ed in modo particolare nel giorno del suo funerale, vogliamo presentare a Dio ricco di Misericordia il nostro cordiale ringraziamento per il ministero petrino di Giovanni Paolo II, l’instancabile araldo della Divina Misericordia”. Slovenia “Oggi, 2 aprile 2005, alla vigilia della Domenica della Divina Misericordia, nel tempo di Pasqua, Gesù, il Signore Risorto ha chiamato a sé il suo servo fedele, il Santo Padre Giovanni Paolo II (19202005). La sua dipartita ci rattrista, ma nella fede e nella fiducia in Dio esprimiamo una grande gratitudine perché nella sua Provvidenza, con cui guida la Chiesa, ce lo ha donato nei tempi decisivi del secolo scorso”. È quanto scrive mons. FRANC KRAMBERGER, presidente della Conferenza episcopale slovena, per la morte di Giovanni Paolo II, definito “uno dei pontefici più grandi nella storia della Chiesa”. “Le sue parole, le numerose lettere ed encicliche, i suoi viaggi pastorali ci hanno orientato all’autentico insegnamento evangelico, all’attuazione del Concilio Vaticano II, alla vita e alla testimonianza cristiana; il suo esempio di dedizione pastorale, di salda fiducia e di fede illimitata ci ha confermato nella fede e nella fedeltà a Gesù Cristo e alla sua Chiesa. Il Pontefice, tra i primi capi di Stato del mondo, riconobbe l’indipendenza statale slovena, due volte venne in visita nel nostro Paese. Durante la prima visita confidò ai giovani: ‘Il Papa vi vuole bene!’ incoraggiandoci tutti con quel detto popolare: ‘Valga il coraggio!’… Potremo esprimergli nel modo migliore la nostra profonda gratitudine prendendoci a cuore i suoi insegnamenti e pregando con fervore nei prossimi giorni, affinché interceda per noi presso Dio perché la Chiesa in Slovenia e nel mondo possa essere fedele alla sua missione”. Inghilterra e Galles Il cardinale e primate della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, CORMAC MURPHY-O’CONNOR, ha ricordato il Papa come “amico e guida spirituale”: “Giovanni Paolo è difficile da etichettare. Era inamovibile in alcune sue convinzioni perché era convinto che in quanto cattolico era suo dovere predicare in tutte le stagioni. Ma non era rigido, o costretto dalle tradizioni. Poteva essere estremamente radicale nel modo in cui superava le barriere delle fede e dell’ideologia per fare appello all’umanità di tutte le genti. Non sarebbe giusto, per niente, caratterizzare Papa Giovanni Paolo II come un rigido conservatore”. Scozia Il cardinale KEITH PATRICK O’BRIEN, arcivescovo di St Andrews ed Edimburgo, presidente della Conferenza episcopale di Scozia, ha descritto Giovanni Paolo II come “insegnante”, “viaggiatore” e “pastore”. Ha anche ricordato l'”entusiasmo” di questo Papa, per il quale, anche quando era debole e malato, “lo spirito di servizio non è terminato finché il Signore non l’ha chiamato a sé”. Per mons. MARIO CONTI, arcivescovo di Aberdeen, nonostante le sue “enormi” responsabilità il Papa aveva la “notevole capacità di far sentire ogni suo interlocutore come se fosse la sola persona che importasse in quel preciso momento”. Croazia “Giovanni Paolo II ha guidato l’intera umanità sulla strada della pace e dell’amore”. A parlare l’arcivescovo di Zagabria, card. JOSIP BOZANIC, in un messaggio ai fedeli croati. “Grazie, Santo Padre, per l’amore verso Dio e verso l’uomo che hai instancabilmente professato, grazie per tutto quello che hai fatto per il tuo amato popolo croato”, si legge nel messaggio del primate della Croazia. “Giovanni Paolo II ha lasciato questo mondo, ma ci è rimasto vicino, e questa vicinanza ha collegato tutti i fedeli e tutti quelli che hanno rispettato il Papa in una grande catena di preghiera”, ha concluso Bozanic. Il Papa ha visitato la Croazia in tre occasioni. Turchia Messe in suffragio di Giovanni Paolo II sono state celebrate in tutte le chiese cattoliche in Turchia dove vivono circa 60mila cattolici. Secondo il portavoce della Conferenza episcopale, mons. GEORGE MAROVITCH, hanno partecipato anche cristiani di altre confessioni e musulmani. Liturgia anche nella chiesa armena. Nelle località dove non esistono chiese cattoliche i cattolici hanno pregato con i protestanti per Papa Wojtyla. Russia La morte del “Papa slavo” ha riempito le chiese russe. Il 3 aprile l’arcivescovo di Mosca, mons. TADEUZ KONDRUSIEWICZ, ha celebrato una messa di suffragio durante la quale ha rievocato il suo ultimo, incontro dell’8 marzo con il Papa allora ricoverato al Policlinico Gemelli, che gli chiese: “Come va in Russia?”. L’arcivescovo ha spronato i fedeli a porsi spesso la stessa domanda e ad usarla come stimolo a fare sempre meglio. Mons. Kondrusiewicz ha chiesto di pregare “in segno di ringraziamento per quanto ha fatto il Papa nella convinzione che vivrà d’ora in poi presso il Signore”. Servizi liturgici anche in tutte le 220 parrocchie del Paese, in dodici lingue diverse. Bosnia-Erzegovina “Dio ha chiamato a sé un grande messaggero di pace”‘, così l’arcivescovo di Sarajevo, card. VINKO PULJIC ha definito Giovanni Paolo II, Papa che “passerà alla storia come un grande Papa anche per noi in Bosnia-Erzegovina perché tanto si è impegnato per la pace giusta in questo Paese e per la parità dei diritti di tutti i suoi popoli”. “In quei difficili giorni di guerra, quando avevamo la sensazione di essere abbandonati da tutti – ha scritto l’arcivescovo in un messaggio – il nostro Papa sotto gli occhi del mondo ripetutamente ci diceva: ‘Non siete soli! Siamo con voi e lo saremo sempre di più'”. “Le sue lacrime nella basilica di San Pietro per le nostre sofferenze oggi diventano le nostre lacrime per la perdita del nostro caro Papa”. Il porporato ha anche invitato “tutti i fedeli a pregare e a esprimere il dovuto rispetto per questo grande Papa che è riuscito a gettare un ponte tra le varie religioni e a trovare un comune denominatore nell’impegno per la pace nel mondo”. Ucraina Fedeli dell’Ucraina non potranno raggiungere Roma per dare il loro ultimo saluto al Papa. Non c’è infatti tempo sufficiente per ottenere il visto necessario. La divisione consolare dell’ambasciata Ucraina in Italia si legge in un lancio dell’agenzia cattolica ucraina “Risu” afferma di non aver ricevuto nessuna direttiva per abbreviare, in caso del tutto eccezionale, le procedure necessarie per rilasciare visti. Generalmente occorrono cinque settimane per ottenere un appuntamento e dai 10 ai 14 giorni per ricevere il visto. Anche le agenzie di viaggio non possono fare nulla per velocizzare il procedimento. Intanto, la Nunziatura apostolica di Kiev ha messo a disposizione dei fedeli un libro dove dalle ore 10 di fino a mezzanotte è possibile scrivere un proprio pensiero per Giovanni Paolo II. Francia (2) Grande mobilitazione dei giovani e dei fedeli francesi che stanno arrivando a Roma utilizzando tutti i mezzi possibili: treni speciali, autobus, navi, aerei. È il sito “inXL6” (della pastorale giovanile della Conferenza episcopale francese) a fare il punto della situazione presentando tutte le iniziative e i numeri utili per chi vuole andare a Roma a partecipare al funerale del Papa. Da Tolone, per esempio, si può partire per nave, raggiungendo Civitavecchia e poi da qui ripartire per Roma in macchina o con autobus. C’è invece chi come nella diocesi di Bayonne, sta progettando di partire in autobus giovedì 7 aprile, partecipare alla messa e ripartire subito dopo, dormendo sempre in viaggio, quindi senza prenotare alberghi. La Comunità carismatica dell’Emmanuel ha ottenuto dalla “Sncf” (società ferroviaria francese) la possibilità di organizzare treni speciali per Roma, per una capacità complessiva di 1.700 posti. Le linee speciali si aggiungono al dispositivo normale della società ferroviaria francese che consta di due treni regolari cuccetta (già completamente pieni da qui ai prossimi giorni) e di tre TGV (con 1.100 posti al giorno). Alle partenze per Roma, si aggiunge una vasta mobilitazione messa in atto dalle diocesi che si sono fatte promotrici di novene, rosari, messa e veglie di preghiere. Venerdì 8, nella chiesa Saint-Sulpice a partire dalle 8.30 saranno trasmessi da Roma i funerali, poi in serata l’appuntamento è nella cattedrale Notre-Dame per una veglia di preghiera. “Sarà ha detto mons. ANDRÉ VENGT-TROIS, arcivescovo di Parigi una preghiera di grazie e di speranza. Rendiamo grazie a Dio per i frutti già visibili del pontificato di Giovanni Paolo II”. Intanto la Conferenza episcopale francese ha fatto sapere che per permettere ai vescovi di essere presenti nelle loro diocesi in questa settimana particolarmente intensa, l’assemblea plenaria che si doveva svolgere dal 5 all’8 aprile, è stata annullata.