Contiamo su di te” “

Una lettera delle Chiese europee (Ccee) al Papa” “

Firmata dal presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, mons. Amédée Grab, ha per titolo “Giovanni Paolo II: l’Europa conta ancora su di te. Il grazie dei vescovi europei”. Ecco il testo integrale. Beatissimo Padre, ancora una volta ci rivolgiamo a te con il nome di Padre. Hai lasciato questa terra durante il tempo pasquale per entrare in quel Cristo Risorto, Redentore dell’umanità, che hai tanto amato, che hai indicato al mondo come luce fin dal primo giorno del tuo pontificato, e che hai seguito anche nei giorni della passione. Attraverso il Risorto sei ora nel seno di Dio Padre, nella comunione dello Spirito Santo. Noi possiamo solo immaginare la gioia dell’incontro con Maria a cui ti eri consacrato con il Totus tuus, con Pietro di cui sei stato chiamato ad essere successore, con gli apostoli e tutti i santi, specialmente quelli che sono stati da te canonizzati. Hai rincontrato la tua famiglia e tanti amici. Ti scriviamo questa lettera per dirti in modo nuovo il grazie dell’Europa e dei suoi pastori per il dono che Dio ci ha fatto attraverso di te. Sei stato il ‘profeta di un’Europa nuova’ e non hai mai nascosto la tua ‘passione’ per il nostro continente. Sono quasi mille gli interventi che hai dedicato ad esso. Sull’Europa hai avuto lo sguardo della fede e della sapienza: hai colto la drammaticità della sua vicenda, ma insieme ci hai sempre mostrato come in essa Dio sia presente e operi. La storia confermerà sempre di più il tuo contributo per la caduta del muro e per quel delinearsi di un’Europa a ‘due polmoni’, secondo la metafora che ti era cara. Hai seguito ogni passo del processo in corso dell’Unione europea, preoccupato che l’intera costruzione avesse della fondamenta stabili, cominciando dalla dignità della persona umana. Hai vigilato perché l’Europa non si pensasse come una fortezza, chiusa esclusivamente nel proprio benessere, ma come un continente che diviene più stabile per meglio realizzare lo scambio di doni con le altre regioni della terra e contribuire alla giustizia, alla pace del mondo e alla fratellanza universale. Abbiamo percepito la tua sofferenza per il mancato consenso sulla citazione del cristianesimo nel Trattato costituzionale europeo: senza il Vangelo l’Europa non ha futuro e i suoi abitanti non trovano quella verità, quella bellezza, quell’amore a cui aspirano. Non ci dimenticheremo il tuo accorato appello fatto a Santiago : “Europa, apri le porte a Cristo… Ritrova te stessa. Sii te stessa. Riscopri le tue origini. Ravviva le tue radici… Ritrova la tua anima” e ciò che hai scritto in Ecclesia in Europa: “La Chiesa ha da offrire all’Europa il bene più prezioso, che nessun altro può darle: è la fede in Gesù Cristo, fonte della speranza che non delude”. Come padre hai portato in cuore la sofferenza per il fatto che i cristiani sono ancora divisi. Spesso ci hai richiamati con forza: “Nell’Europa in cammino verso l’unità politica possiamo forse ammettere che sia proprio la Chiesa di Cristo un fattore di disunione e di discordia? Non sarebbe questo uno degli scandali più grandi del nostro tempo?”. Abbiamo ancora viva l’impressione delle tue parole a Bucarest l’8 maggio 1999, durante il primo viaggio del vescovo di Roma in un paese a maggioranza ortodossa, nell’incontro con il Patriarca Teoctist : “Cosa può spingere gli uomini di oggi a credere in Cristo, se noi continuiamo a strappare la tunica inconsutile della Chiesa… Chi ci perdonerà questa mancanza di testimonianza? Ho cercato l’unità con tutte le mie forze e continuerò a prodigarmi fino alla fine affinché essa sia fra le preoccupazioni principali delle Chiese e di coloro che le governano attraverso il ministero apostolico”. Conosciamo il tuo grande dolore per non aver potuto visitare la Russia che tanto era nel tuo cuore. Beatissimo Padre, grazie, a nome di tutti gli europei, perché hai difeso la dignità della persona umana, perché ci hai indicato il senso della vita, perché hai creduto nella pace, perché hai amato Cristo con un amore più grande di tutti, perché hai confermato i tuoi fratelli nella fede, perché sei stato una pietra salda per la Chiesa e l’umanità, perché hai vissuto come “il primo servitore dell’unità”. Ti ringraziamo a nome di tutti i vescovi europei e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa i cui lavori hai seguito già come cardinale di Cracovia e poi come Papa. Di esso hai voluto lo sviluppo e la riforma, dandogli nuova e significativa autorevolezza. Carissimo Padre, continuiamo a contare su di te, più di prima, perché l’Europa e la sua Chiesa possa realizzare la vocazione che è scritta in Cielo. Sappiamo di avere in te un protettore speciale. Ti promettiamo di portare avanti la straordinaria eredità che ci hai lasciato. Ancora una volta: donaci la tua benedizione dal Paradiso.