BULGARIA" "

Incontro all’Europa” “

Anche la Chiesa bulgara si prepara all’ingresso nell’Ue” “” “

Il cammino della Bulgaria verso l’Unione europea va sempre più veloce. A questo evento che avverrà nel 2007 si prepara anche la Chiesa cattolica bulgara. Il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons. Hristo Projkov ha partecipato di recente ad un incontro della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. La Chiesa bulgara, suddivisa in 3 diocesi, conta 80.000 fedeli su una popolazione di 7.870.000 abitanti. Sono 44 parrocchie, 5 vescovi, 15 preti diocesani, 32 religiosi, 85 religiose (fonte: Annuario statistico della Chiesa 2001). Lo abbiamo intervistato. Quale ruolo può avere la Chiesa bulgara nel processo di integrazione? “La Chiesa deve avere un ruolo molto importante nel processo di euro-integrazione. Purtroppo i bulgari non capiscono ancora bene che cos’è l’Ue. Si sente una certa indifferenza. Perché per la gente comune fino a ieri eravamo in un blocco comunista, ora entriamo nell’Unione europea. E questo basta. Però bisogna precisare che nel blocco comunista eravamo membri forzati e invece adesso andiamo in un’Unione di Paesi per nostra volontà. Non sono successi grossi cambiamenti, la vita non è cambiata però c’è la sicurezza di un’appartenenza ad un’organizzazione più grande. I bulgari devono capire che prima o poi con l’adesione all’Ue accadrà qualcosa di buono per tutti. Ci sono ancora tante cose da fare. Sarà una tappa piena di difficoltà, di sacrifici”. Per adesso quali impegni concreti avete assunto? “Dobbiamo preparare i fedeli, spiegando loro che purtroppo nell’Ue alcune cose non corrispondono alla visione cristiana della vita. Il problema dell’eutanasia, ad esempio, è un argomento di discussione in Europa e noi ci siamo impegnati a parlare con i parlamentari bulgari a esprimere posizioni contrarie. Dopo il mio ritorno ho avuto numerosi incontri con i parlamentari, soprattutto con i membri della Commissione per i diritti umani che parteciperanno alle discussioni dell’Ue. Fortunatamente il parlamento bulgaro nel giugno del 2004 si è pronunciato contro l’eutanasia e la clonazione e questo facilita molto il nostro impegno. Conto molto anche sulle discussioni dei rappresentanti bulgari all’Ue affinché si pronuncino a favore della vita”. La Bulgaria è un Paese a maggioranza ortodossa. Per ora solo la Grecia degli stati membri è prevalentemente ortodossa. Ci sarà un incontro di tradizioni religiose. Che ne pensa? “Penso che l’Est e l’Ovest devono condividere le ricchezze che possiedono. Questo arricchimento vicendevole sarà molto utile sia per la Chiesa ortodossa, sia per la Chiesa cattolica e per le comunità protestanti, e ritengo che sia logico l’avvicinamento comune perché tutti abbiamo le radici comuni cristiane. Prendendo l’esempio della Grecia, i greci si sentono bene nell’Europa unita e non sono diventati meno ortodossi di prima”. Quale effetto avrà per la Conferenza episcopale bulgara la partecipazione alla Comece? La Conferenza episcopale bulgara ha sempre collaborato molto bene con la Comece. Quando poi la Bulgaria sarà membro a pieno titolo dell’Ue questa partecipazione sarà ancora più intensa. Noi siamo molto contenti dei temi che si trattano in queste sedi, perché attuali e utili alla pastorale. Qualcuno potrebbe dire che la Chiesa non deve partecipare alla vita politica, però la Chiesa deve pronunciare il suo parere e perciò deve tenersi aggiornata sulle questioni politiche europee. La partecipazione bulgara nella Comece è molto importante perché usufruendo della loro lunga esperienza possiamo diffondere la visione cristiana europea in Bulgaria. Chi lavora alla Comece conosce molto bene la politica comunitaria europea e potrebbe darci consigli e direttive molto utili”.