consiglio europeo" "

Ripartire da Lisbona” “

I Venticinque per rilanciare ” “la competitività” “

Sono contenute in una quarantina di fogli dattiloscritti le conclusioni della presidenza lussemburghese dell’Unione riguardanti il Consiglio europeo di primavera, che ha affrontato, il 22 e 23 marzo, soprattutto questioni di rilevanza economica. I capi di Stato e di governo si sono già dati appuntamento per metà giugno, quando al centro della discussione ci saranno le Prospettive finanziarie dell’Ue fino al 2013 e la lotta al terrorismo. Un Patto rinnovato per sostenere la crescita. I leader dei 25 hanno messo nero su bianco alcune decisioni importanti relative al futuro dell’Ue. Fra i risultati del vertice va ricordata in primo luogo la riforma del Patto di stabilità, abbozzata durante una precedente riunione Ecofin (ministri economici e finanziari). Il premier lussemburghese Jean-Claude Junker, presidente di turno del Consiglio Ue, ha spiegato che “la riforma non ha cambiato il limite del 3%, quindi le regole Ue continueranno a restringere i deficit a livelli vicino al 3%” del Prodotto interno lordo. Non è mutato nemmeno l’altro parametro fondamentale stabilito a Maastricht, cioè il rapporto tra debito e Pil fissato al 60%. La vera novità sta nell’allentamento delle procedure e nei tempi per richiamare gli Stati che superano tali limiti a tornare a finanze pubbliche “virtuose”. Il Patto è stato dunque ridisegnato considerando l’esigenza primaria di rilanciare le economie nazionali, consentendo maggiore elasticità a quei paesi che intraprendono la via degli investimenti e delle riforme. Competitività: si riparte da Lisbona. Altrettanto rilevante la discussione, non priva di serrati momenti di confronto fra i capi di Stato e di governo, che ha portato all’adozione di un testo per rilanciare la Strategia di Lisbona, che intende fare dell’Ue l’economia più competitiva al mondo entro il 2010 fondata sulla conoscenza. “È urgente agire – si legge nel documento finale della presidenza di turno -. Per far questo è indispensabile rilanciare senza ritardi la Strategia di Lisbona e procedere a una revisione delle priorità sulla crescita e l’impiego”. Per questo l’Ue chiama a raccolta gli Stati membri e “tutti gli attori coinvolti, parlamenti, enti regionali e locali, forse sociali e società civile”. Gli assi portanti del rinnovato impegno dei Venticinque, che in qualche caso possono apparire come un “libro dei sogni”, riguardano “la conoscenza e l’innovazione, quali motori di una crescita durevole”, la creazione “di uno spazio favorevole per investire e lavorare”, “la crescita e l’occupazione al servizio della coesione sociale”. Direttiva da riscrivere per il settore dei servizi. “Sì alla liberalizzazione dei servizi, no al dumping sociale”. Il presidente Junker spiega con queste parole l’accordo raggiunto durante il summit dei Venticinque a proposito della “direttiva Bolkestein”, collegata alla Strategia di Lisbona, riguardante la liberalizzazione del settore dei servizi. Il testo redatto dalla Commissione ha visto la tenace avversione della Francia, preoccupata dalla concorrenza proveniente dall’Est Europa. Il presidente Jacques Chirac aveva addirittura paventato il rischio di un fallimento del referendum sulla Costituzione, previsto per il 29 maggio, se tale provvedimento fosse stato approvato nella sua prima versione. Junker, a chiusura dei lavori del summit, ha chiarito che “il testo della direttiva verrò emendato e terrà conto del duplice imperativo dell’apertura del mercato dei servizi”, per favorire la concorrenza, e “il rispetto del modello sociale europeo”. Su questo tema il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, aggiunge che “in Consiglio c’è stata una discussione che ha visto posizioni diverse. Tutti sono favorevoli a un miglioramento del settore dei servizi”, che rappresenta la parte preponderante dei Pil nazionali, “ma c’è chi vorrebbe una rapida liberalizzazione e chi vorrebbe procedere con maggior gradualità. La Francia ha sostenuto la sua posizione, altri Paesi avevano idee diverse; occorrerà ora giungere a un accordo che soddisfi tutti”. “L’Ue funziona anche con 25 Stati”. Dal canto suo il presidente della Commissione si è detto molto soddisfatto dei risultati complessivamente raggiunti durante il summit, confermando che “l’Ue può funzionare a 25 anche su temi sensibili come quelli discussi in questi giorni”. Il politico portoghese ha affermato che, raggiunta l’intesa sul Patto di stabilità e il rilancio di Lisbona, “l’Europa deve concentrarsi sul prossimo grande obiettivo che l’attende, ossia il negoziato sulle Prospettive economiche e finanziarie per il periodo 2007-2013”. Il summit ha quindi stabilito che “le valutazioni sulla cooperazione della Croazia con il Tribunale dell’Aja”, in vista dell’avvio dei negoziati per l’adesione, “spetteranno a una task force” appositamente costituita. Altri temi toccati durante il vertice: la situazione del Libano, la ratifica della Costituzione – con un’attenzione particolare al referendum che si terrà in Francia a fine maggio -, i cambiamenti climatici.