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Al termine di un incontro di sei giorni a Camp Allen, in Texas, la “House of Bishops” della Chiesa episcopaliana (Ecusa) ha adottato quasi alla unanimità un comunicato finale in cui si accettano le misure “provvisorie” che i primati anglicani avevano chiesto, e cioè di sospendere per almeno un anno qualsiasi elezione episcopale e di non autorizzare altri riti di benedizione di unioni omosessuali. L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams ha salutato la decisione americana come “una risposta costruttiva” dei vescovi episcopaliani alla difficile frattura che dal 2003 sta interessando la Comunione anglicana, in seguito alla benedizione di nozze gay in Canada e all’ordinazione di un vescovo apertamente omosessuale negli Stati Uniti. “È chiaro ha detto l’arcivescovo che c’è stata una reale volontà di impegnarsi” per risolvere le sfide che si sono aperte. In febbraio, al termine di un “incontro di emergenza”, i primati anglicani avevano chiesto agli Stati Uniti e al Canada una sorta di “moratoria” sia sui riti di benedizione alle unioni omosessuali, sia sulle consacrazioni di qualsiasi altro vescovo dichiaratamente gay. Nel comunicato, i vescovi americani affermano il loro “profondo rincrescimento per il dolore provocato agli altri” ed offrono “le loro più sincere scuse”. I vescovi ricordano che non è loro autorità imporre alle diocesi indicazioni di moratoria. “Ciò nonostante si legge nella dichiarazione questo straordinario momento della nostra vita comune chiede azioni straordinarie”. Pertanto i vescovi hanno deciso di intraprendere le misure richieste “per contribuire a creare un tempo di guarigione”.