L’indice puntato verso i governi dei Venticinque, rei di non aver fatto abbastanza per realizzare gli obiettivi della Strategia di Lisbona, varata nel 2000. I deputati del Parlamento europeo e quelli dei parlamenti nazionali degli Stati membri dell’Ue si sono incontrati il 17 e 18 marzo a Bruxelles, in vista del summit del 22 e 23 marzo, per discutere sul futuro della Strategia che si propone di accrescere la competitività economica, con un occhio di riguardo alla “conoscenza” e alla ricerca, all’occupazione, alla coesione sociale e alla sostenibilità ambientale. Essendo stati deludenti i risultati sinora raggiunti in questa direzione, il vertice dei capi di Stato e di governo dovrebbe provvedere a rilanciare tale Strategia. I deputati delle diverse nazioni hanno affermato che “una delle principali ragioni dell’insoddisfacente attuazione della Strategia è lo scarso impegno dimostrato dagli Stati membri nella realizzazione delle riforme necessarie a livello nazionale”. L’agenda decisa cinque anni or sono mirava, fra l’altro, ad aumentare gli investimenti nella ricerca (fino al 3% del Pil) e nell’istruzione, a rendere più flessibile il mercato del lavoro. L’impegno assunto dai presenti all’Europarlamento è stato quello di far pressione presso i rispettivi esecutivi per mantenere “le promesse fatte ai cittadini europei”. Il summit del 22 e 23 marzo ha proprio in calendario i temi economici, fra cui la revisione del Patto di stabilità, il punto della situazione a metà percorso (2000-2010) dell’agenda di Lisbona, le prospettive economiche e finanziarie 2007-2013 – in pratica il bilancio pluriennale Ue – per dare compiutezza all’allargamento dei confini comunitari.