“Tante famiglie povere che assistiamo, quando le andiamo a visitare, ci chiedono del Papa e pregano per lui. Dicono di soffrire ma si dicono certe che il Papa soffre più di loro, per questo pregano”, è il racconto riferito dall’agenzia internazionale Fides del frate cappuccino p. Cristoff, parroco a Sofia. “Preghiamo nelle Messe dice il religioso – e abbiamo organizzato veglie di preghiera. Ripetiamo che la sofferenza ha un senso, ha una valore redentivo per tutti. I fedeli pregano molto anche insieme agli ortodossi”. Nel Paese i mass-media si soffermano molto sulla salute del Papa e, aggiunge il frate “ricordano sempre la vicenda dell’attentato che il Papa ha subito. C’è comunque sempre grande attenzione verso il Pontefice”. I cattolici in Bulgaria sono meno dell’1%: i frati sono impegnati nel lavoro pastorale nell’accompagnamento dei giovani: “Il comunismo – conclude p. Cristoff – aveva bloccato la crescita culturale dei fedeli cattolici. I fedeli oggi sono persone semplici e spesso molto povere. Oggi la generazione dei giovani fra i 22 e i 25 anni è la prima ad accedere a una formazione universitaria. Siamo al loro fianco e li seguiamo nel loro cammino di crescita umana e spirituale”. I frati Cappuccini sono presenti in Bulgaria da 160 anni e hanno vissuto anche la persecuzione degli anni del comunismo.