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Il semplice segno ” “

Domenica 20 marzo si celebra la Domenica delle Palme, e contestualmente, in ogni diocesi, la Giornata mondiale della Gioventù (Gmg) che vivrà la sua manifestazione ‘internazionale’ in agosto a Colonia, dove sono attesi almeno 800 mila giovani da ogni parte del mondo. “Scegliere Cristo come modello di vita”: ad avviso di Michael Kühn, responsabile dell’Afj, il Servizio per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca, sta qui il significato della giornata e dell’essere, oggi, giovani cattolici. “Si tratta – dice al Sir – di un modello di vita che al giorno d’oggi non viene più condiviso dalla maggioranza dei giovani. E per questo il credente si trova ad essere interrogato sui motivi della sua scelta e talvolta si pone in un atteggiamento difensivo. Tuttavia i giovani credenti si aprono al mondo, non mancano di portare il loro contributo alla costruzione della civiltà dell’amore e della giustizia”. Esistono tante possibilità di descrivere la Giornata mondiale della gioventù. Una è “incontro nella fede”. I giovani infatti non s’incontrano perché aspettano una star, per partecipare a spettacoli e concerti o per fare una gita turistica. S’incontrano perché credono in Dio, perché vogliano dividere la fede e sentirsi parte di una comunità credente. Così la Gmg diventa una possibilità di proporre la fede. Non solo attraverso le liturgie, la predicazione della parola di Dio, le catechesi ma anche attraverso i giovani stessi. La loro presenza come giovani credenti fa capire agli uomini e specialmente a loro coetanei che la fede non è una cosa “da antiquariato”, ma possiede uno spirito giovanile. Sono i giovani stessi che sottolineano che la fede è praticabile ed aggiunge alla vita un senso profondo. In una società che non è più convinta del contributo della fede e che vive in un’altra maniera loro diventano un segno alternativo che fa riscoprire la rilevanza vitale della fede. I giovani credenti sono i primi testimoni della fede in occasione della Gmg. Una realtà che finora si è fatta presente nel cammino della croce della Gmg in Germania. Ci ha sorpreso in tante occasioni come il semplice segno della croce abbia attirato i giovani. L’atmosfera, la comunità, la semplicità nell’espressione della fede, il concentrarsi sull’essenza della fede ci hanno fatto capire alcune cose per il futuro. Per interessare i giovani dobbiamo trovare le forme di comunicazione adatte al loro linguaggio. Ci vogliono spazi e luoghi in cui i giovani stessi possano sviluppare le loro forme e le loro comunità, dove poter incontrare anche persone veramente credenti che li seguano e li sostengano. La preparazione della Gmg ha dato da pensare a noi responsabili della pastorale giovanile e ci ha incoraggiati perché abbiamo riscoperto la forza dei giovani stessi. Diamo loro spazio e tempo.