La ricorrenza dell’11 marzo, ad un anno dalla strage alla stazione Atocha di Madrid, la nuova nomina alla Conferenza episcopale spagnola (vedi pag.22), la morte di cinque guardie civili durante un controllo anti-terrorismo sono i principali temi trattati dai quotidiani spagnoli di questi giorni. “La nostra sicurezza”, titola un editoriale di El Paìs dell’8 marzo firmato da Ana Palacio sul vertice internazionale in corso in questi giorni a Madrid su democrazia, terrorismo e sicurezza. “Per tre giorni, esperti mondiali scambieranno idee con responsabili politici provenienti da più di 25 nazioni e dalle più importanti organizzazioni internazionali spiega – . Si tratta di affrontare insieme la più grande sfida di questo secolo: come combattere il terrorismo a partire dalla democrazia, con la nostra sicurezza come obiettivo“. Palacio osserva che, “per paradossale che sia, i cittadini in entrambi i lati dell’Atlantico percepiscono che il partenariato strategico tra Europa e Usa si è rotto, in alcuni casi perso per sempre. E questa opinione entra in risonanza con chi da questo orecchio propugna la costruzione di una Europa che definisce la propria identità come contropotere o contrappeso alla superpotenza americana, e chi invece pensa sia ora che gli Stati Uniti si liberino dell’eurocentrismo che ha segnato la sua politica estera per buona parte del XX secolo e assumano una volta per tutte e senza complessi che la propria strategia di sicurezza nazionale sia fondata sull’egemonia attiva (militare in particolar modo)”. “Gli uni e gli altri osserva Palacio esprimono la contrapposizione di due punti di vista diversi delle nuove minacce da combattere e il modo di combatterla”. Palacio sottolinea invece “ l’importanza di costruire una cooperazione transatlantica coerente e di largo respiro. Perché se il terrorismo ha dimensione mondiale tutti dobbiamo essere coinvolti nel combatterlo, e nessuno può disconoscere la centralità della comunità euroatlantica”. “Prosperity with a Purpose: Churches’ Vision of a Just Society Christians and the Ethics of Affluence” è il titolo del documento pubblicato nei giorni scorsi dalle denominazioni cristiane d’Inghilterra e Irlanda, tra cui la Chiesa cattolica, che viene presentato sull’ultimo numero di THE CATHOLIC HERALD (04/03) in prima pagina col titolo “Le denominazioni cristiane si uniscono sulla visione cattolica della giustizia sociale”. Nell’articolo di SIMON CALDWELL si dice che “ i leader delle chiese si sono uniti per lanciare un documento che sperano possa porre la questione della ‘povertà’ nell’agenda politica verso le elezioni generali”. Il documento si fonda sulla “ tradizione cattolica dell’insegnamento sociale sviluppato dai papi a partire da Leone XIII, che scrisse la Rerum Novarum nel 1891“ . Il giornale sottolinea che “ Clifford Lougley, il principale autore del documento, ha detto che rappresenta un significativo punto di riferimento nel dialogo ecumenico, perché per la prima volta in Gran Bretagna, i Protestanti, gli Ortodossi e le Chiese evangeliche hanno sottoscritto un sottoscritto uno schema filosofico cattolico coerente sui temi delle istanze sociali“. “ Il battesimo seduce gli adolescenti” è il titolo scelto da LA CROIX (09/03) per il servizio su un fenomeno pastorale che sembra in crescita nella laicissima Francia. “ 2500 adulti riceveranno il battesimo durante la veglia pasquale spiega il giornale nel servizio di ISABELLE DE GAULMYN e un numero crescente di adolescenti fanno oggi questa scelta“. Sullo stesso giornale, il giorno precedente (08/03) è apparso un servizio su un altro aspetto del cambiamento in corso nella Chiesa cattolica: il titolo è stato “ L’avanzata delle donne nella Chiesa di Francia“. Nell’inchiesta condotta dal giornale nella gran parte delle diocesi francesi è emerso che “ le donne sono sempre più presenti nelle istanze decisionali della Chiesa. Per contro sottolinea il giornale secondo una inchiesta generale condotta dal Centro studi e ricerche sulla filantropia, le francesi sono delle donatrici ‘regolari’ ma meno disponibili per le attività caritative che gli uomini“. La visita del presidente ucraino Jushenko al Bundestag tedesco è occasione per interrogarsi sull’eventualità dell’ingresso nell’Ue di uno dei Paesi coinvolti nello scandalo dei “visti facili” emessi dal governo rosso-verde, con l’effetto dell’ingresso in Germania di una moltitudine di lavoratori illegali, criminali e prostitute provenienti dall’Est europeo. “ Viktor Yushenko è stato rivalutato apertamente con la grande ribalta del Parlamento“, scrive Richard Meng sulla Frankfurter Rundschau (10/3) e “ ha sfruttato l’occasione con un appello insistente all’Europa unita e intera. Ma se sia riuscito a conquistare già in cuori dell’Occidente è un’altra questione” […] “Per molti tedeschi, l’apertura all’Est europeo è caratterizzata ancora da un atteggiamento di difesa e di paura di pretese eccessive. Persino nei confronti di polacchi e cechi mancano la curiosità e una vera apertura, mentre nei confronti degli ucraini si consolida lo scetticismo“. ———————————————————————————————————– ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1370 N.ro relativo : 19 Data pubblicazione : 11/03/05