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Questioni economiche ” “e patto di stabilità: ” “istituzioni europee divise” “” “
Agitate le istituzioni comunitarie alla vigilia del Consiglio europeo di primavera (Bruxelles, 22-23 marzo), che tratterà soprattutto questioni economiche, fra cui l’aggiornamento del Patto di stabilità e crescita e la revisione a metà percorso dell’Agenda di Lisbona. Patto di stabilità: riforma in alto mare. Il fallimento dell’Ecofin (riunione dei ministri economici e finanziari dell’Unione) di questa settimana, che avrebbe dovuto porre le basi per una riscrittura del Patto, non è di buon presagio per il prossimo summit, il quale dovrà dire l’ultima parola sull’argomento. Il documento sulla stabilità e la crescita è lo strumento essenziale per controllare l’inflazione nell’area-euro e per rendere rigorosi i bilanci statali, così da evitare eccessivi disavanzi annuali (rapporto del 3% deficit/Pil) o indebitamenti strutturali fuori controllo (60% debito/Pil). Molti Paesi non sono in regola con queste cifre e da più parti si invoca un “addolcimento” delle regole, considerando la recessione economica in corso e la necessità di accrescere la spesa pubblica per rilanciare i sistemi produttivi. Ma i leader nazionali non riescono a trovare un accordo: ciascuno sembra porre dinanzi gli interessi del proprio Paese rispetto a quelli comunitari. Così ogni decisione è rimandata. Di queste difficoltà si è detto cosciente il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, mercoledì 9 marzo, riferendo davanti al Parlamento europeo. Competitività economica e coesione sociale. Proprio i lavori dell’Assemblea hanno portato alla luce differenti orientamenti sui temi economici fra le tre istituzioni (Parlamento, Commissione e Consiglio), mentre le forze politiche rappresentate a Strasburgo hanno fatto emergere linee comuni di interpretazione, sfociate nell’approvazione ad ampia maggioranza (514 voti favorevoli, 110 contrari, 20 astensioni) di una risoluzione sulla riforma della Strategia di Lisbona. Secondo gli eurodeputati, infatti, tale strategia “dovrà essere la priorità assoluta dell’Unione europea per i prossimi cinque anni”. In aula si sono esplicitate profonde diffidenze verso linee economiche liberiste e più attente alla competitività che alla coesione sociale, la quale è uno dei capisaldi di Lisbona. La crescita sostenibile e l’occupazione rappresentano “i principali obiettivi che l’Unione deve perseguire – è stato più volte affermato durante la discussione -, mentre per rafforzare i risultati dell’economia europea è necessario disporre di una politica sociale e ambientale forte e ben concepita”. I principali capitoli della risoluzione parlamentare insistono sulle riforme strutturali per ridare vigore alla competitività europea e alle imprese (realizzare le reti transeuropee, investire nella ricerca e nella società dell’informazione) e sulla “flessibilità del mercato del lavoro”. In primo piano, inoltre, la “promozione dello spirito imprenditoriale”, la “semplificazione del sistema fiscale”, nuovi e consistenti investimenti sulla formazione delle risorse umane. I parlamentari sono apparsi sospettosi riguardo il possibile stravolgimento del Patto di stabilità da parte dei governi: per rilanciare le economie, chiedono, oltre agli elementi citati, “una moneta stabile, la riduzione dell’indebitamento pubblico e dei disavanzi statali, il consolidamento dei sistemi previdenziali per gli anziani”. Emergono anche segnali positivi. Barroso e il commissario Vladimir Spidla hanno presentato a Strasburgo, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, l’iniziativa della Commissione per un istituto che si occupi di promuovere l’uguaglianza dei diritti e delle opportunità tra maschi e femmine (il nome e la sede dell’organismo sono in fase di definizione) che potrà contare su stanziamenti pari a 52 milioni di euro nel periodo 2007-2013. Per la lotta al terrorismo la Commissione ha dato mandato al commissario alla giustizia, Franco Frattini, di stendere un piano d’azione specifico. Inserendosi nella cosiddetta Strategia dell’Aja, “il progetto dovrebbe consentire all’Unione secondo Frattini – di serrare le fila e di procedere unita per prevenire nuovi attentati”, per “sgominare cellule del terrorismo presenti sul continente”, “collaborare per gli stessi obiettivi con altri paesi e organismi sovranazionali”, nonché proteggere le vittime. Una iniziativa giunta a ridosso dell’11 marzo, primo anniversario delle stragi di Madrid, commemorato nella sede dell’Europarlamento. I Venticinque hanno infine preparato l’Assemblea parlamentare euromediterranea (Cairo 12-15 marzo) per valutare le relazioni Ue- vicini mediterranei a 10 anni dal varo del Processo di Barcellona e la situazione in M.O e Libano.