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Ecumenismo e carità ” “

La comunità cattolica in dialogo con la Chiesa luterana ” “

Con il suo secondo posto (dopo la Norvegia) nella graduatoria mondiale per quanto riguarda l'”Indice di sviluppo umano”, i suoi 8 milioni e 955 mila abitanti in un territorio vasto una volta e mezza quello italiano, la Svezia continua a rappresentare uno dei “miti” della welfare society a livello mondiale: è infatti noto il suo altissimo livello di sostegno ai cittadini, tramite politiche sociali generosissime in cure mediche, aiuti alle famiglie, ai disoccupati, alle pensioni. Ma qualcosa comincia a scricchiolare anche in questo sistema sociale. Uno dei temi più rilevanti che si inizia a dibattere è costituito dal continuo calo delle nascite, che sta portando a un naturale decremento della popolazione, compensato solo parzialmente dall’immigrazione (i gruppi etnici più numerosi presenti sono quelli dell’ex-Jugoslavia 0,9%, iraniani 0,7%, altre etnie diversificate 7,8%). Proprio la continua, anche se contenuta crescita dell’immigrazione extra-comunitaria ha evidenziato, negli ultimi tempi, una serie di problemi di tipo politico-assistenziale. Si è registrato un aumento costante delle presenze musulmane, che hanno raggiunto la quota del 2,3% dei gruppi religiosi. I cattolici sono fermi all’1,8% e le altre religioni, tutte insieme, costituiscono il 9,45 a fronte di una larga maggioranza di protestanti, per lo più registrati alla Chiesa luterana (88,2%). In questo quadro, la Chiesa cattolica (144 mila fedeli, 41 parrocchie, 73 preti diocesani), vive con uno stile di presenza discreta e propositiva, che riesce a farsi accogliere dalla maggioranza protestante anche grazie ad una intensa attività ecumenica. Accanto AL PAPA e alle vittime dello tsunami. In occasione della malattia del Papa, ad esempio, “i cattolici svedesi si sono spontaneamente mobilitati – spiega mons. Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma – recandosi alla messa e pregando per il Papa con partecipazione intensa ed affettuosa”. Molti dei fedeli poi sono particolarmente legati a Giovanni Paolo II, in quanto si tratta di cattolici immigrati dalla Polonia. “Come in altri Paesi – nota Maria Hasselgren, dell’ufficio comunicazioni sociali diocesano – molti di noi cattolici per motivi di età abbiamo avuto come Papa solo Giovanni Paolo II e quindi il vederlo malato ci rattrista”. La vita religiosa in Svezia procede secondo i ritmi dell’anno liturgico. Così, per la Quaresima, come tradizione il vescovo Arborelius ha pubblicato una lettera pastorale dedicata alla tragedia dello tsunami, che ha coinvolto migliaia di svedesi. “Questo fatto – spiega il vescovo – ha sollevato nell’opinione pubblica una serie di domande sul rapporto tra Dio e il male nel mondo. La stessa Caritas svedese ha attivato una campagna quaresimale dedicata al tema ‘Non vi lascerò soli'”. Per l'”Anno Speciale dell’Eucarestia”, indetto dal Papa, non sono previsti eventi particolari, se non un maggior impegno di preghiera e riflessione sul mistero eucaristico, centro della vita cristiana. L’unico annunciato è il pellegrinaggio, previsto per il 3 settembre, a Vadstena, dove è sepolta santa Brigida. In quell’occasione si terrà una processione eucaristica con adorazione comunitaria. 13 marzo: celebrazione ecumenica. La stretta convivenza con i Luterani permette una “viva collaborazione ecumenica”. Anche la Chiesa luterana di Svezia ha attivato una propria mobilitazione quaresimale, sul tema della carità. Si registra inoltre una iniziativa interconfessionale, attraverso il Consiglio ecumenico svedese, per un sostegno comune ai rifugiati in Svezia, perché possano rimanere nel Paese e in favore di un miglioramento della loro condizione. Questa specifica campagna partirà sabato 13 marzo con un servizio ecumenico comune, nella cattedrale luterana di Stoccolma. Il vescovo Arborelius – in quanto co-presidente del Consiglio ecumenico – ha sottoscritto l’appello che verrà ufficializzato in quell’occasione. La Chiesa cattolica non ha del resto mancato di esprimere le proprie valutazioni critiche su temi “scottanti”, quali ad esempio, i rifugiati e l’accoglienza degli immigrati. L’EUROPA E LA SUA COSTITUZIONE. In Svezia sarà il Parlamento ad essere chiamato a ratificare la nuova Costituzione europea. “Quindi non ci sarà bisogno di referendum – spiega la Hasselgren – anche se ultimamente qualche partito politico e qualche gruppo di pressione si è interrogato sulla eventuale utilità che la popolazione stessa dica la sua su questo argomento. Anche la Chiesa cattolica è stata invitata a formulare proprie osservazioni da sottoporre al Governo attorno al tema della Costituzione europea”.