Turchia: annunciare il Vangelo con la vita” “

“Un modo anarchico di annunciare il Vangelo che non ci trova d’accordo”. Stigmatizza così, mons. Georges Marovitch, portavoce della Conferenza episcopale turca e segretario della Nunziatura apostolica in Turchia, le iniziative ‘missionarie’ che alcuni gruppi cristiani hanno condotto recentemente nel Paese. “Durante le ultime festività natalizie – spiega al Sir il portavoce – alcuni gruppi cristiani, a quanto sembra sostenuti dalla Corea del Sud, hanno distribuito ai passanti copie della Bibbia provocando reazioni negative tra la gente. Vogliamo avere buone relazioni con i musulmani. Questo modo di annunciare il Vangelo non ci trova d’accordo”. “In Turchia – prosegue mons. Marovitch – abbiamo molte Chiese e chiunque vuole può entrare, incontrare dei sacerdoti e parlare con loro, avere gratuitamente copie di libri o comprarli presso editori cristiani. La Bibbia è pubblicata in tutte le lingue. È un modo anarchico di annunciare la Parola di Dio che suscita dubbi e preoccupazione tra i musulmani”. La prima conseguenza di tali azioni è stata quella della Presidenza degli Affari religiosi che ha lanciato una serie di iniziative volte a contrastare l’attività di questi gruppi cristiani. “Per finanziare questa campagna – conferma il portavoce – il Governo turco ha previsto un budget elevato”. Il fondo servirà, a quanto si apprende dai media turchi, a sostenere trasmissioni radio-televisive, libri, opuscoli e Cd-rom. “Il rischio che si corre – è la preoccupazione del Segretario della Nunziatura – è che fatti del genere possano essere strumentalizzati dalla minoranza che non vuole la Turchia in Europa, mostrandoli come esempio di propaganda dell’Europa cristiana. La Turchia vuole entrare in Europa, è un cammino dal quale non si può tornare indietro. Non bisogna avere fretta. Come Chiese cristiane dobbiamo mostrare, ai nostri fratelli turchi, il vero volto di Cristo con l’esempio di vita”.