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Qual è il suo posto?” “

I 25 anni della Commissione degli episcopati della Comunità europea” “

Accompagnare, con senso critico e spirito costruttivo, il processo di integrazione europea; sensibilizzare la Chiesa sugli sviluppi della legislazione e delle politiche comunitarie; sostenere l’impegno dei credenti, fondato sul magistero ecclesiale, per la costruzione di un’Europa unita. Sono i tre grandi obiettivi che la Comece persegue da 25 anni. Un lavoro prezioso, spesso “silenzioso”, il cui valore verrà ribadito durante l’assemblea plenaria (Bruxelles, 9-11 marzo). Per riflettere su 25 anni di impegno. L’incontro con il presidente della Commissione, José Manuel Durao Barroso, costituirà uno dei momenti più importanti di questa sessione della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), composta dai vescovi delegati delle Conferenze episcopali dei Paesi membri dell’Ue. Con il capo dell’Esecutivo si parlerà degli “Obiettivi del Millennio” e del programma di lavoro della Commissione per il prossimo quinquennio. Altro appuntamento-clou sarà la serata celebrativa del venticinquesimo della Commissione, che fu fondata a Bruxelles il 3 marzo 1980 all’indomani del primo voto popolare per l’elezione dell’Europarlamento. La sera del 10 marzo sarà infatti dedicata a un convegno pubblico sul tema: “Tu, Chiesa in Europa, che posto prendi nella vita pubblica?”. Interverranno il cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Budapest (Ungheria), Stefan Wilkanowicz, presidente della fondazione “Znak” per la cultura cristiana (Polonia) e suor Gisela Happ, segretario generale dell’Alleanza tra i monasteri (Francia). Fra gli altri temi nell’agenda dei lavori, che saranno presieduti dal vescovo tedesco Josef Homeyer, spiccano “il rinnovo della Strategia di Lisbona, il percorso di ratifica del Trattato costituzionale Ue, gli obiettivi strategici e il programma della Commissione europea”. Sulla Strategia di Lisbona la Comece ha diffuso nei giorni scorsi una serie di tesi che indicano la necessità di “rafforzare il modello sociale europeo”. I vescovi “discuteranno anche delle relazioni fra l’Ue e i ‘nuovi vicini’ – chiarisce il presidente – e della sua responsabilità verso i paesi più poveri. Quindi passeranno a valutare il dibattito riguardante l’eutanasia in corso al Consiglio d’Europa”. Dovrebbe infine giungere un contributo teologico sul percorso d’integrazione continentale. Assemblea, segretariato, “Europe Infos”. Sin dagli anni ’70 s’era posto l’obiettivo di creare uno strumento di collegamento tra le conferenze episcopali e le istituzioni comunitarie. Nel 1976 era sorto il Servizio d’informazione pastorale cattolico europeo, sostituito quattro anni più tardi dalla Comece, che lavora a stretto contatto con gli altri organismi ecclesiali impegnati sullo scenario internazionale. I vescovi che ne fanno parte si riuniscono in plenaria due volte l’anno, mentre un comitato esecutivo, composto dal presidente, due vicepresidenti e dal segretario generale, ne assicura la costante operatività. La struttura stabile della Comece conta su un segretariato a Bruxelles; “Europe Infos” è invece il mensile con articoli e documentazione sui lavori interni e sul processo politico e legislativo in corso nell’Ue. L’ultimo triennio è stato ricco di impegni e di iniziative: del 2003 è l’esortazione apostolica “Ecclesia in Europa”, sulla quale i vescovi si sono confrontati, raccogliendo i frutti di tale dibattito nel documento “Apriamo i nostri cuori”. Pronunciamenti e pellegrinaggio a Santiago. Nel 2004 ha visto la luce un documento su famiglia e politiche familiari (marzo), subito seguito da un pronunciamento sull’allargamento dei confini comunitari (aprile). Quest’ultimo testo, intitolato “La solidarietà è l’anima dell’Unione europea”, insisteva sull’opportunità di dotare i Venticinque di un quadro finanziario adeguato “per favorire lo sviluppo economico e sociale dei nuovi Stati membri e delle regioni più arretrate”, per “sostenere la politica culturale”, per “aiutare le fasce sociali che dispongono di minori opportunità”. Alla vigilia delle elezioni per il Parlamento europeo (giugno) era stato approvato un comunicato che invitava i cristiani a portare il loro contributo alla vita democratica nel continente. Si sottolineava in particolare “la centralità del ruolo dell’Europarlamento entro il sistema istituzionale e politico comune, accanto al Consiglio e alla Commissione”, quale “garante di democrazia” e come “voce dei 450 milioni di cittadini europei”. Da segnalare anche il documento sul Trattato costituzionale e quello sui negoziati per l’adesione della Turchia. Sempre nel 2004 il pellegrinaggio “Sulla strada della speranza” a Santiago di Compostela, seguito dal convegno “Ue: speranza e responsabilità – Letture teologiche del futuro dell’Europa unita”.