comunismo e antisemitismo " "

Ungheria: preti spia, "una offensiva contro la Chiesa"” “

I preti cattolici ungheresi accusati di aver avuto la funzione di collaborazionisti del regime comunista sono stati “vittime di un sistema disumano i cui fondatori e continuatori potrebbero ancora oggi essere al potere. Questi politici non hanno una base morale per condannare chi ha avuto questo ruolo” e l’atmosfera che si è creata “serve solo per attaccare la Chiesa e gettare discredito sul clero”. Lo ha affermato il 1° marzo il vescovo mons. Andràs Veres, segretario della Conferenza episcopale d’Ungheria, che interviene di nuovo, a nome dei vescovi ungheresi, sulla pubblicazione, avvenuta la scorsa settimana, di una lista di sacerdoti cattolici che avevano la funzione di spie durante il comunismo (cfr SirEuropa 16/2005). Il dibattito pubblico che ne è seguito ha avuto origine da un articolo di uno storico ungherese, da 40 anni residente in Germania, che documentava questi fatti, come riferito dal portale cattolico Magyar Kurir. “Durante il socialismo ogni settore della società era sotto osservazione – ricorda mons. Veres -. Anche chi era nelle posizioni più basse era obbligato a preparare ‘resoconti sull’ambiente circostante'”. “Il partito comunista – aggiunge – ha stabilito questo sistema di osservazione anche tra i preti e i religiosi, perché considerati il principale nemico ideologico. Per mantenere in vita questo sistema venne usata ogni forma di terrore fisico e mentale. Ci furono molte persone che eroicamente riusciremo a rimanere in piedi nonostante le afflizioni, spesso a sacrificio della proprio vita. Tra di loro molti laici, religiosi e preti. La Chiesa cattolica ha pagato un tributo per il loro coraggio. Altri hanno lasciato il Paese o si sono trasferiti in parrocchie di provincia per poter continuare il loro lavoro pastorale. Alcuni sono caduti sotto il peso delle tribolazioni e hanno accettato di collaborare. Sono diventati vittime di una sistema disumano i cui fondatori e continuatori potrebbero ancora oggi essere al potere”. Mons. Veres chiede “scusa” a nome di “coloro che hanno offeso i loro compagni e Dio”, ricordando però che “molti di questi informatori rivelarono la loro attività ai colleghi preti” e che alcuni “hanno chiesto scusa dopo il cambiamento politico a coloro di cui hanno riferito le attività”. A chi accusa la Chiesa di non voler fare i conti con il proprio passato mons. Veres ricorda che “i sacerdoti sono stati vittime dei politici e potrebbero diventarlo di nuovo ancora oggi”. “Pubblicare liste false di origine incerta – conclude – è ancora parte dell’attacco contro la Chiesa”. In Ungheria la Chiesa ha un ruolo attivo nell’educazione, in ambito sociale e sanitario. L’Accordo tra il Vaticano e l’Ungheria siglato nel 1997 ne regolamenta gli aspetti finanziari. Recentemente ci sono state numerose tensioni politiche tra Stato e Chiesa: oltre alla questione dei collaborazionisti, anche il proposito del governo di preparare una legge per dare minore sostegno alle scuole cattoliche rispetto a quelle pubbliche. “Senza dubbio – ha detto mons. Veres – è stata messa in atto un’offensiva organizzata contro le Chiese, specialmente contro la Chiesa cattolica. Ma la Chiesa è sopravvissuta a molte offensive in 2000 anni”.