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Quest’anno ricorre il 60° anniversario dell’inizio del regime totalitario in Jugoslavia. Sono passati 60 anni da quando il partito comunista mise fine alla democrazia e prese il potere. Negando la libertà e attuando un genocidio inaugurò un periodo di terrore durato quasi mezzo secolo. Non c’era posto per la verità.La caduta del comunismo dopo il 1990 ha dato speranza alle popolazioni dell’Europa orientale, con la caduta del muro di Berlino sarebbe terminato per sempre anche il regime totalitario comunista e le terre orientali avrebbero potuto promuovere un sistema sociale libero e giusto, sulla base delle regole della moderna democrazia e dei valori cristiani da cui è contrassegnata la loro storia che è storia europea. L’ingresso dei Paesi orientali nell’Ue ha dato una nuova speranza.Purtroppo si è rivelato che le vecchie forme del comunismo avevano semplicemente cambiato la loro immagine esteriore. Sotto forma di partiti democratici i comunisti si sono presentati come liberali rimanendo al potere e diffondendosi in tutte le dimensioni della vita sociale. In Slovenia, come negli altri Paesi dell’Europa orientale i vecchi politici hanno mantenuto posizioni chiave. I posti di direzione e governo nelle istituzioni pubbliche, come banche, scuole, esercito, polizia e mezzi di comunicazione sociale, fino alle ultime elezioni politiche sono stati praticamente inaccessibili per tutti coloro che non appartenevano alle fila del sistema comunista. In modo diverso si continua quell’opera di svuotamento di valori umani e cristiani universali, come la famiglia, la libertà, la giustizia, la verità e la solidarietà. Gli eredi del comunismo si sono inoltre appropriati della maggior parte del patrimonio statale e vanno affermando che la dignità dell’uomo si misura in base all’utilità e al guadagno. Temono, oggi come ieri, i cristiani che vivendo con coerenza il Vangelo “minacciano i non credenti”, cioè chiedono loro il rispetto della persona, della libertà religiosa, dei diritti umani e della vita.E così questi politici e dirigenti comunisti indossano volentieri la maschera del laicismo e della logica dell’utilitarismo di alcuni Stati europei.Entrano anche in agitazione quando la Chiesa, con il Papa in prima fila, richiama l’attenzione sulle ingiustizie, chiede rispetto della vita e ribadisce che il matrimonio tra uomo e donna non può essere parificato con l’unione tra omosessuali. Quale contributo possono dare i cristiani in un questa situazione che ha a fondamento il nulla, la filosofia nichilista, l’egoismo? Certamente i cristiani sono chiamati a testimoniare e comunicare verità e speranza. Anche se la Costituzione europea non nomina le radici cristiane essi devono dire che senza Dio l’uomo di oggi sarà raggiunto e distrutto da un invisibile e silenzioso ‘tsunami’. Ieri, nell’Europa dell’Est questa onda devastatrice era il comunismo con la sua menzogna, oggi quello stesso comunismo ha indossato una maschera per entrare nell’Unione europea. Occorre far cadere la maschera del regime perché sia visibile il volto del popolo.